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Archive for Settembre, 2013

Let Eat Bi

lunedì, Settembre 30th, 2013

Let Eat Bi, il Terzo Paradiso in terra biellese

Il Cantiere Let Eat Bi si presenta sotto forma di mercato dei prodotti biellesi dei Partner di progetto.

Durante la giornata sarA� possibile acquistare i prodotti (verdura fresca, olio, birra,…) e conoscere i progressi del cantiere Let Eat Bi.

Let Eat Bi A? presentato all’interno della Mostra Geografie della trasformazione a�� i Cantieri dei saperi condivisi.
I Cantieri in mostra sono 9, Let Eat Bi A? il Cantiere biellese, gli altri Cantieri sono dedicati a progetti che Cittadellarte contribuisce a sviluppare a Bordeaux, a Malta, a Matera, a MedellA�n, a Rotterdam, a San Remo e a Kyoto.

Partner Let Eat Bi: ORTO DEL CARCERE; Azienda Agricola Manenti; GAL MONTAGNE BIELLESI; Coop Sociale RAGGIO VERDE Onlus; SocietA� Cooperativa Sociale IL CAMMINO Onlus; CARITAS Diocesana di Biella; SocietA� Cooperativa Sociale di SolidarietA� DOMUS LAETITIAE Onlus; S.A.C. L’ORTO NEL BOSCO; ASSOCIAZIONE BIELLESE DEL CASTAGNO; Consorzio Sociale Il FILO DA TESSERE Onlus, Coop Sociale TANTINTENTI; Confcoopertive BIELLA VERCELLI; ECOMUSEO DEL BIELLESE; Cooperativa del MULINO; Saporibiellesi-DocBI; GASB; Coop LA COCCINELLA, L’ORTO ETICO; DocBI; ASSOCIAZIONE PiProBi; Giardino Botanico Oropa; ASSOCIAZIONE TI AIUTO IO; La Bottega di Sordevolo; Polisportiva Hanidcap Biellese; GAS Bugella Solidale; BIELLA.AGROZERO; ProprietA� Sperino.

Vi aspettiamo,
Let Eat Bi

Cittadellarte – Fondazione Pistoletto
Biella, via Serralunga 27
www.cittadellarte.it
cittadellarte

27 Settembre 3 eventi da ricordare

venerdì, Settembre 27th, 2013

Oggi 27 settembre 2013 giornata densa di appuntamenti, segnaliamo alcuni a noi cari tra Biella, Piverone e Roppolo.


Alle 17 e 30 Giulio Scoditti, artista dell’Officina del Legno “Art Nouveau” di Roppolo e amico dei Semi, inaugura una mostra tra quadri e mobili a Piverone dal titolo “Insecta – Pitture e forme di natura”. La mostra sarA� nella Torre medievale Nord-Est in piazza Lucca. per maggiori informazioni potete scaricare il volantino qui a fianco o collegarvi al sito dell’Officina del Legno.

Dalle 18 alle 21 a Biella la prima mobilitazione per il buon gioco, contro le nuove povertA? e la dipendenza da gioco da��azzardo. I Semi appoggiano la campagna contro le sltomachinesPresso il FREEDOM BAR in Via Macchieraldo 7 (di fronte al Liceo Classico). La��obiettivo A? quello di sostenere concretamente e rendere visibile la scelta della barista di togliere le Slot machines dal suo bar e quindi di rinunciare agli introiti! I semi sostengono questa mobilitazione e abbiamo giA� scritto qui e qui da leggere per approfondimenti in merito.

Dalle 21 ci sarA� la presentazione del libro di Mauro Bonaiuti a�?La grande transizionea�? a Roppolo (BI) presso il Polivalente in via Marconi alle ore 21.00. Il libro di Mauro Bonaiuti, economista che insegna finanza etica a Torino. Massa critica Ecoredia e i Semi di Serra organizzano questa presentazione perchA? pensano che possa aiutarci a capire le radici della crisi in cui ci troviamo e quali sono gli scenari del prossimo futuro che si possono ipotizzare, sia quelli socialmente desiderabili che quelli indesiderabili.
Qui A? possibile leggere parte di un recente articolo di Mauro Bonaiuti.

SLOTMOB a BIELLA

giovedì, Settembre 26th, 2013

Mobilitazione per il buon gioco, contro le nuove povertA? e la dipendenza da gioco d’azzardo

Il 27 settembre presso il FREEDOM BAR in Via Macchieraldo 7 a Biella dalle ore 18 alle 21 (di fronte al Liceo Classico).

La��obiettivo A? quello di sostenere concretamente e rendere visibile la scelta della barista di togliere le Slot machines dal suo bar e quindi di rinunciare agli introiti!

Il dilagante e irrazionale affidarsi alla a�?dea fortunaa�� sta creando nuove vittime, povertA� e dipendenze.
Si rovinano famiglie, si riempiono i centri di cura delle ASL, si arricchiscono le multinazionali del gioco da��azzardo e si crea un terreno fertile per la��azione della criminalitA� organizzata.

Per questo vogliamo dire tutti insieme: “Non stiamo piA? a questo gioco!”

SarA� un momento di divertente riflessione, in cui ci sarA� spazio per la musica, per letture teatrali, per la��approfondimento e le testimonianze, accompagnati dalla��aperitivo a cura del Freedom bar a cui andranno gli incassi e da un torneo di calcio balilla per tutti come alternativa positiva e relazionale al gioco da��azzardo.

La��evento nazionale A� itinerante in diverse cittA� italiane e comincia proprio da Biella: vedi l’iniziativa, il programma e la lista delle adesioni.

INFO su www.osservabiella.it

Twitter: #slotmob
Facebook: https://www.facebook.com/events/160933477443159/

>> FOCUS di approfondimento sul gioco d’azzardo patologico – In concomitanza con lo SlotMob, l’Osservatorio Sociale sul Biellese presenta una sintesi sul fenomeno con dati e testimonianze territoriali sul gioco d’azzardo patologico > > >
L’Osservatorio: ultimi aggiornamenti

– Area Osservatorio – Sez. Casa – “Il mercato immobiliare: locazioni, mutui e ipoteche, sfratti”
Aggiornamento al 2012 dei valori dei canoni di locazione immobiliare secondo le quotazioni dell’ Agenzia del Territorio (settembre 2013)

– Area Osservatorio – Sez. Salute – “La salute mentale”
Aggiornamento dati del Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura (settembre 2013)

– Area Risorse – “Quali aiuti nel Biellese?”
Aggiornamento della scheda “Assegni di studio” della Regione Piemonte. Nuove modalitA� e termini di presentazione della domanda (agosto 2013)

– Area Osservatorio – Sez. Lavoro – “Donne e lavoro”
Aggiornamento dati e indicatori del mercato del lavoro femminile. Tasso di occupazione, tasso di disoccupazione, presenza per settori, imprese femminili (agosto 2013)

– Area Osservatorio – Sez. Lavoro – “Reddito e consumi”
Aggiornamento dei dati relativi all’indebitamento delle famiglie (luglio 2013)

– Area Risorse – Risorse sanitarie – “Dipendenze patologiche”
Aggiornamento dei servizi a disposizione dei cittadini con problemi di dipendenza. Inserimento dei contatti del gruppo dei Giocatori Anonimi di Biella (luglio 2013)
Letture

FelicitA� ed Economia, a cura di Luigino Bruni e Pier Luigi Porta, Guerini e Associati, 2005

Le recenti ricerche hanno mostrato come le persone piA? ricche non siano sempre piA? felici di chi possiede meno.
Gli economisti ne sono consapevoli. PerchA� allora la principale preoccupazione della politica economica A? aumentare il tasso di crescita del PIL, che diventa di fatto il principale indicatore della salute e del benessere di uno Stato?

Il volume si trova nella biblioteca di CittA� Studi nello Spazio Osservabiella con la collocazione 330.1/42
La biblioteca di CittA� Studi offre una nuova risorsa: una selezione di film e documentari su temi storici e di attualitA�.

Vedi il catalogo online oppure utilizza la ricerca per tag su temi specifici.
Ricordiamo dall’ultimo convegno OsservaBiella gli interventi sul tema:
BUONE PRASSI E BUONE IDEE LOCALI DI CONTRASTO E PREVENZIONE ALLA POVERTA’

Iniziative messe in atto da enti pubblici, aziende e terzo settore, disponibili nella sezione download –>
La newsletter del progetto OsservaBiella.it A� a cura di Q.R.S. – QualitA� e ResponsabilitA� Sociale – Biella
INFORMATIVA PRIVACY

Ai sensi dell’Art. 13 della legge 196/2003 il trattamento dei dati da lei fornitici verrA� effettualo dall’ Ufficio Caritas Diocesana,
con sede in Via dei Seminari 9 a Biella, quale titolare del trattamento.
I dati saranno trattati in modo lecito su supporto informatico secondo correttezza e adottando le misure necessarie a garantire
la massima riservatezza e non saranno comunicati ad altri soggetti o diffusi.
L’interessato potrA� rivolgersi a Caritas o a CSV Biella in qualsiasi momento, per far valere i suoi diritti come previsti dall’Art.7 della Legge 196/2003.

I Semi su il Biellese

martedì, Settembre 24th, 2013

di Redazione,

negli ultimi 10 giorni il Biellese ha raccontato piA? volte delle nostre attivitA�. Ci sono stati articoli per le nostre attivitA� settembrine coni bambini e, di oggi, un articolo che parla dell’appuntamento di venerdA� prossimo a Roppolo con l’economista Mauro Bonaiuti. Se volete leggere glia articoli potete andare alla pagina “Dicono di Noi” dove A? possibile trovare anche articoli precedenti. Per il momento ringraziamo il Biellese per l’attenzione che ci sta riservando e vi aspettiamo venerdA�!

Cosa ci accadrA�?

martedì, Settembre 17th, 2013

a cura di EM

VenerdA� 27 settembre ci sarA� la presentazione del libro di Mauro Bonaiuti a�?La grande transizionea�? a Roppolo (BI) presso il Polivalente in via Marconi alle ore 21.00. Il libro di Mauro Bonaiuti, economista che insegna finanza etica a Torino, A? uscito nei mesi scorsi nelle librerie. Ecoredia e i Semi di Serra organizzano questa presentazione perchA? pensano che possa aiutarci a capire le radici della crisi in cui ci troviamo e quali sono gli scenari del prossimo futuro che si possono ipotizzare, sia quelli socialmente desiderabili che quelli indesiderabili.
Vi proponiamo qui parte di un recente articolo di Mauro Bonaiuti.

Dal declino alla societA� socialmente desiderabile

Uno nuovo spettro si aggira per il Pianeta – lo spettro della “decrescita reale”.
Dopo la crisi iniziata nel 2008, con i milioni di nuovi disoccupati, la mancata ripresa dell’economia, il senso di precarietA� e insicurezza sempre piA? diffusi, il sospetto che ci troviamo di fronte a qualcosa di piA? di una semplice crisi congiunturale sta cominciando a farsi strada. Qualche voce fuori dal coro, parla ormai esplicitamente di una “grande stagnazione” (Cowen, 2011) anche se le fonti ufficiali si affrettano a diffondere messaggi rassicuranti: “i mercati finaziari sono sotto controllo”, “la crescita ritornerA�”, “il motore del capitalismo A? sano” (Paul Krugman).
Eppure giA� ben prima della crisi, voci autorevoli si erano levate per affermare con chiarezza che quello che le societA� capitalistiche stavano attraversando andava ben oltre la semplice crisi congiunturale per assumere la valenza di una vera e propria crisi “di sistema”, una crisi, cioA? al tempo stesso economica, ecologica, sociale e culturale.
Il malessere sempre piA? diffuso, generato dal sovrapporsi delle diverse dimensioni della crisi, ha fatto crescere in questi ultimi anni l’attenzione attorno a proposte radicalmente “alternative” tra cui quella di una “societA� di decrescita” (Latouche, 2011). Eppure, questa, come altre proposte, non sfugge dall’accusa di un certo “idealismo”. In altre parole il progetto di una “societA� dell’abbondanza frugale” avanzata dagli obiettori di crescita, viene vista ancora da molti, sopratutto a sinistra, come una proposta fondamentalmente “velleitaria”, nel senso di essere destinata, come tutte le iniziative di cambiamento che fanno leva prevalentemente su imperativi morali, a restare sostanziamente minoritaria. Il punto A? chiaro, se si accusa la decrescita di idealismo A? perchA?, nonostante la crisi e i timori sempre piA? diffusi, A? convinzione profonda che in qualche misura la crescita ritornerA�, dissolvendo ogni velleitA� di trasformazione radicale.
In altre parole ogni programma economico e politico, sia a destra come a sinistra, si basa sul presupposto di un futuro ritorno alla crescita. Ma se non fosse cosA�? In altre parole esistono motivi scientificamente fondati per ritenere che l’etA� della crescita stia volgendo al termine?
Molte civiltA� del passato si sono basate su una visione ciclica delle dinamiche evolutive della societA�. Per secoli storici e uomini politici, hanno condiviso l’opinione comune secondo cui gli imperi e le civiltA� prima crescono e poi decadono. In analogia con i sistemi viventi, si riteneva che anche le societA� andassero incontro ad una inevitabile succesione di fasi: espansione, maturitA�, declino (Ferguson, 2010). E’ solo la modernitA� capitalista a rompere definitivamente con questa visione, per sostituirla con una concezione del tempo lineare e progressiva e giungere, in veritA� solo in tempi molto recenti, alla convinzione che il progresso tecnologico, e di conseguenza la crescita economica, potesse continuare all’infinito. La crescita continua del Prodotto Interno Lordo, in particolare dal secondo dopoguerra, A? divenuta il simbolo e al tempo stesso il principale ancoraggio statistico di questa visione.
Eppure basta scendere un poco in profonditA�, al di sotto dei flussi incessanti delle cifre sugli andamenti economici di breve periodo, per accorgersi che qualcosa A? cambiato.
Consideriamo, ad esempio, alcuni dati di lungo periodo relativi alla produttivitA� totale dei fattori produttivi. Per quanto la produttivitA� sia un indice controverso (a causa delle trasformazioni qualitative che nasconde) esso A? sufficente a suggerire l’idea che ci preme evidenziare qui e cioA? che, a partire grossomodo dalla metA� degli anni settanta, qualcosa sia cambiato nella dinamica del sistema capitalistico. I paesi capitalistici avanzati, come gli USA, sembrano essere entrati in una fase di relativo declino, o piA? propriamente di “rendimenti decrescenti”.
Comprendiamo dunque come insistere sulla lettura congiunturale della crisi e sul prossimo ritorno della crescita sia in realtA� una strategia conservativa che consente di non mettere in discussione, nA? in termini immaginari nA? tantomeno in termini strutturali, la continuitA� delle istituzioni esistenti. Tuttavia A? evidente che ignorare le dinamiche in corso, o limitarsi alla cura dei sintomi, non porta a risolvere alcun problema ma al contrario spinge il sistema verso una fase di instabilitA�, a partire dalla quale A? molto probabile che si verifichi una “grande transizione,” piA? o meno repentina, verso nuovi assetti istituzionali. Quattro sono a nostro avviso i possibili scenari. Non abbiamo qui lo spazio per indagarli compiutamente, acceneremo solo ad alcuni aspetti salienti.
Il primo A? il collasso della societA�. Il processo di rendimenti decrescenti, se ignorato, superata una seconda soglia di mutazione, porta generalmente ad una perditA� incontrollata di complessitA� del sistema. E’ stato in effetti questo il destino dell’Impero Romano, della civiltA� Maya o dell’Isola di Pasqua. Esistono giA� una serie di segnali che possono essere letti in questo senso: dal crollo dell’Impero sovietico ad una generalizzata frammentazione degli Stati Nazionali (passati da 51 del dopoguerra ai circa 200 attuali), per continuare con il collasso di alcune economie piA? deboli o fortemente indebitate come l’Argentina, l’Islanda o la Grecia. Prosegue inoltre il fenomeno delle rivendicazioni di autonomia da parte di alcune regioni che, avvertendo il declino, tentano di sganciarsi dalle sorti degli stati nazione (Hobsbawm, 2000).
Un secondo scenario A? quello che comporta qualche forma di involuzione autoritaria o tecnocratica. Non va mai dimenticato che si tratta di un tipo di evoluzione che il sistema capitalistico ha giA� conosciuto nel corso del XX secolo, ben descritta da Karl Polanyi nella Grande trasformazione (1974). La grave crisi finanziaria della fine degli anni ’20 si trasferA� all’economia reale generando disoccupazione e disagio sociale. La reazione alla crisi, il protezionismo, le tensioni sui salari e sulla moneta (e, aggiungeremmo oggi, le manovre speculative e la crisi del debito pubblico), comportarono quella paralisi istituzionale su cui si inserA� la reazione autoritaria.
Cosa tuttavia, obietteranno gli economisti, impedisce un efficace e duraturo rilancio dell’economia? E’ evidente che il ritorno a condizioni di crescita stabile risolverebbe tutti i problemi e le angosce sottese ai primi due scenari. Le soluzioni prometeiche che, nella storia, hanno consentito un vero salto di scala nella complessitA� dell’organizzazione sociale sono state pochissime e hanno sempre comportato una nuova modalitA� di trasformazione qualitativa dell’energia. Purtroppo non esistono segnali all’orizzonte che lascino presagire l’avvento di un tale novello Prometeo. Al contrario le stime di cui disponiamo prevedono, entro alcuni decenni, il raggiungimento del picco nella disponibilitA� totale di energia (Chefurka, 2007). Con una disponibilitA� energetica in contrazione i vincoli termodinamici ci impediscono di immaginare l’avvento di una nuova fase espansiva a livello globale.
In questa cornice arriviamo a comprendere la ragionevolezza delle proposte che auspicano l’avvento di una transizione verso una societA� resiliente o di “derescita serena”(Latouche, 2011). Al di la degli slogan, questa strategia consisterebbe in una progressiva e consapevole “decomplessificazione” della megamacchina tecnoeconomica, a partire dalla “deglobalizzazione” dell’economia, riducendo la scala e i costi dei grandi apparati (pubblici e privati) e favorendo una rilocalizzazione dell’economia (e dei relativi flussi di materia/energia). Questo consentirebbe non solo di mettere il sistema al riparo dai rischi di un collasso repentino, ma invertirebbe la dinamica dei rendimenti decrescenti, garantendo un aumento del benessere sociale. Dovrebbe essere chiaro, inoltre, che questo processo di decentramento, costituirebbe al tempo stesso una grande opportunitA� per la democrazia e l’autonomia, cioA? per il controllo sociale della tecnologia, in altre parole per un nuovo progetto di societA�. Prima che l’insensatezza abbia il sopravvento, riconoscere e, per quanto possibile, comprendere il tipo di dinamiche in cui siamo inseriti ci sembra condizione necessaria per accompagnare la grande transizione verso un progetto di futuro che, per quanto impossibile da progettare a tavolino e inevitabilmente conflittuale, possa ancora considerarsi socialmente desiderabile.

A cura di EM