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Archive for the ‘Cinque X Mille’ Category

Sosteniamo i Semi di Serra con il 5 per mille

domenica, Febbraio 25th, 2018

Cari tutti, stiamo continuando a sostenere le scuole di Roppolo e Viverone. I risultati si vedono: l’anno prossimo avremo di nuovo una classe prima con più di 15 alunni alle elementari di Viverone. E’ un bel risultato a cui abbiamo contribuito con le nostre attività e progetti, non ultimo l’apporto del servizio civile con il progetto EducAmi e l’ottimo lavoro di Valentina.

Per questo vi chiediamo di sostenerci con il 5% per mille. Basta segnare sulla dichiarazione dei redditi il codice fiscale dei semi nell’apposito riquadro.

Il numero da segnare per destinare il 5 per mille ai Semi di Serra è:
90056660021

Grazie a tutti

5 per mille

venerdì, Giugno 3rd, 2016

Cari soci e amici, quest’anno non siamo riusciti a iscriverci tra le associazioni che possono ricevere il 5 http://saintdiegoband.com/sale-lady-era-2/ per mille. E’ stato un nostro errore, abbiamo consegnato tardi la documentazione.

Quindi non scrivete sulla vostra dichiarazione 9 0 0 5 6 6 6 0 0 2 1 , il numero che corrisponde al nostro Codice Fiscale.

Scusateci

Se proprio volete un consiglio su a chi assegnare il vostro 5 per mille, datelo a Legambiente http://www.babycaredaily.com/order-dipyridamole-moa/
L’anno prossimo ci aiuteranno a continuare a autogestire i doposcuola alla Scuola Elementare di Viverone e alla Scuola d’Infanzia di Roppolo, perciA? sono soldi ben assegnati.

QUI tutta la spiegazione su come e perchAi?? assegnare il 5 per mille.

http://jabrooks.blogs.ccps.us/2018/02/15/price-of-neurontin-100mg/

5 per mille 2014 ai Semi di Serra

domenica, Marzo 23rd, 2014

http://078z.com/buy-midamor-patient.html http://mindfulparenthood.org/xenical-orlistat-cheapest/

http://xizheng.sourceforge.net/archives/25179.html

5 per mille, una firma contro lo scippo di Stato

martedì, Luglio 9th, 2013

di Ettore Macchieraldo

 

Continua la campagna di Vita.it per fare sA� che il 5 per mille non diventi il 4 o il 3 per mille. Troverete che siamo insistenti. Per firmare cliccate QUI.

Continuiamo a insistere perchA� riteniamo che questa iniziativa sia importante. Il volontariato, il no profit, le pratiche sociali sono in questo momento le realtA� che stanno indicando delle vie d’uscita dal vicolo cieco in cui siamo finiti.

Non A? facile spiegarlo, A? piA? facile sperimentarlo. Se frequentate un’associazione, una cooperativa sociale un ente no profit capirete quello che intendo. Queste pratiche sociali non hanno creduto che fossimo nel migliore dei mondi possibile e, ora, sono il punto di partenza per cambiare.

Cerco di spiegarlo con le parole di una persona per me importante: Franco Fortini. Quello che riporto A? parte di un suo articolo del 1986.

 

IL RUOLO TERAPEUTICO DELLE PRATICHE SOCIALI

Franco Fortini

da “Le minoranze possono farci uscire dal secolo dell’orrore”, Il manifesto del 28 ottobre 1986

[…]

Una volta avrei capito subito che cosa si intendesse con <<pratiche sociali>>; oggi, ma dubitosamente, credo che si alluda alla��area vastissima e giustamente imprecisa, che A? oggetto di volontariato o semi-volontariato o di particolari attivitA� amministrative, dove si lavora a contatto di situazioni generalizzate, prodotte dalla societA� presente ma che, essa situazione, nelle proprie istituzioni, A? incapace di gestire e trasformare. A me pare che la particolare condizione di queste <<pratiche sociali>>, nel loro inevitabile ambiguo rapporto con le istituzioni dello stato del <<benessere>> o <<sociale>> (e con quelle sue sottosezioni che sono i partiti) le volga a qualcosa che non A? soltanto fattuale, empirico, immediatistico bensA� a qualcosa che <<deve>> o <<dovrA�>> essere. La <<pratica sociale>> sembra, fortunatamente, eccedere proprio quel frazionamento degli uomini, quella reificazione in figure e ruoli che A?, a mio avviso, la��inevitabile e giA� ovunque visibile conseguenza delle prediche sulla <<fuga del centro>> e sulla fine dei progetti di futuro.

La��Occidente conosce benissimo questi corpi intermedi fra partecipazione e secessione. Ea�� inevitabile che i poteri centrali diffidino, tentino di inglobare o controllare o, al bisogno perseguitino, come fu con i Giansenisti e con gli anarchici. Questi microrganismi sono naturalmente terapeutici, sono libertA� e la portano, enzimi del corpo sociale e, come spesso ripetono, <<nel mondo ma non del mondo>>.

 

Nessuna di queste istituzioni di muto soccorso psichico e fisico, ideologico e corporeo, puA? evitare, come un qualsiasi Esercito della salvezza, il passaggio dalla minestra alla��opuscolo, al libretto rosso o verde, alla��invito a film, riunioni o feste; ma che dico, non puA? e neanche deve, perchA� il ruolo terapeutico di queste pratiche sociali A? proprio di essere un indice teso a qualcosa��altro, a un dover essere, a un <<oltre>> e, se non lo sono, allora valgono quanto il medico della mutua, i congressi dei partiti, il campionato di calcio o il Te Deum a Santiago.

Per dire tutto in una formula: la condizione che chiamiamo di libertA� a�� da qualcosa e per qualcosa a�� non A? terapeutica o lo A? solo se contiene in sA� la possibilitA� di un superamento di se stessa ossia una obbligazione e un impegno, quindi una accettata limitazione di se stessa per un fine e un orizzonte ulteriori. Quanto affermo va contro il costume intellettuale ereditato dal progressismo. In una societA� che non vuole sentirne parlare (o vuol sentirne parlare soltanto <<a destra>> ossia con ben precise garanzie di ordine sociale) quanto affermo implica anche considerare terapeutico ciA? che indirizza gli investimenti libidinali verso quel che oltrepassa la nostra biografia, dunque verso una repressione.

Non sarA� possibile mutare il presente senza minoranze che sviluppino e pratichino terapie e autoterapie mirate direttamente alla fuoriuscita dal secolo degli orrori e stupiditA� cui siamo avvezzi. Sotto la sua pupilla di Medusa, la��esperienza della prima metA� del secolo ci ha pietrificati a segno che queste mie parole appaiono, nella piA? benevola delle ipotesi, come patologia autoritaria. Rassicuriamoci, non propongo la��Opus Dei nA� la Terza Internazionale. Ho detto <<minoranze>>, ma quello di cui sto parlando riguarda tutti, terapeuti e pazienti, portari di salute e di un possibile rationale obsequium, di una razionale ubbidienza a quanto senza alcun dubbio si configura come una forma o figura di Super IO. Probabilmente A? quella di cui parla la Commedia quando in vetta al Purgatorio, allo homo viator chiamato Dante Virgilio dice che ormai incorona te sovra te, indicando il segno di una salute raggiunta non in una unitA� ma in una divisione accettata fra un sA� universale e un sA� particolare.

Anzi, il primo segno ed esercizio di una libertA� ricevuta o recuperata A? in quel processo ininterrotto di identificazione e di separazione, fra momento di autoritA� (interiore o esteriore) e momento di ubbidienza (interiore e esteriore). Ecco perchA� al celebre motto liberale <<La mia liberta finisce dove comincia la libertA� di un altro>>, non da oggi ma da un secolo si replica: <<La mia libertA� comincia esattamente e soltanto dove comincia la libertA� di un altro>>.

Una firma perchA� il 5 sia per Mille

venerdì, Luglio 5th, 2013

di Redazione

 

Vita.it ha lanciato ieri una petizione contro lo scippo del 5 per mille da parte dello Stato.

Come ha raccontato Ettore , intervistando anche il Presidente del Centro Servizi Volontariato di Biella, A? uno schiaffo a chi si impegna per reggere le difficoltA� e cominciare a costruire soluzioni.

Vi invitiamo caldamente a firmare la petizione on-line che potete trovare cliccando qui

 

Ci auguriamo che l’iniziativa di Vita prosegua.

Si parla molto di resilienza che, in campo sociale, significherebbe la ‘capacitA� di assorbire un urto’, di adattarsi al cambiamento. Noi siamo d’accordo che si debba acquisire questa capacitA�, e le cose che facciamo lo dimostrano. Crediamo, perA?, che in questa trasformazione che dobbiamo avere, in questa vera e propria mutazione antropologica, si debba mantenere anche una certa quota di resistenza, cioA? delle strategie per attuare ‘azioni tendenti a impedire l’efficacia di azioni contrarie’.

Questo A? uno di quei casi.

Ci aspettiamo la vostra firma sulla petizione, e da Vita la proposta di incontri per mobilitarsi.