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Archive for the ‘Consiglio di Istituto’ Category

SEMI E SEGNI DEL CAMBIAMENTO

mercoledì, Novembre 6th, 2013

di Gianmaria Mello Rella
Associazione Scuola Aperta

a�?Ho imparato che il problema degli altri A? uguale al mio.
Sortirne insieme A? la politica, sortirne da soli A? la��avarizia.a�?

da Lettera a una professoressa

Care amiche, cari amici,
con l’avvio dell’a.s. sono ripartite le attivitA� della nostra associazione, volte a migliorare l’offerta formativa delle istituzioni scolastiche.
In particolare col nuovo progetto: a�?Semi e Segni del cambiamentoa�?, siamo risultati vincitori anche quest’anno del Bando a scadenza unica 2012 del Centro Servizi per il Volontariato a�� sezione progetti di grandi dimensione a�� per un importo di circa 15.000 euro per i prossimi due anni scolastici.
Si tratta in parte della prosecuzione delle attivitA� avviate quotidianamente nelle scuole di Roppolo (infanzia) Viverone (primaria) e settimanalmente a Mongrando (secondaria di primo grado), comprese nel precedente progetto: a�?Orti in Serraa�?, vincitore del bando 2011. Proprio la posticipata chiusura di quest’ultimo e la sua rendicontazione di questi giorni A? stata la causa del ritardo della presente lettera informativa.
Due parole quindi sul a�?vecchioa�?: a fronte di un finanziamento di 9300 euro, che ha contribuito alle attivitA� di doposcuola nei plessi di cui sopra dal marzo 2012 a questo settembre, i volontari a�� nostri e degli amici partner dell’associazione roppolese di Semi di Serra a�� hanno svolto lavoro per un importo quantificato in quasi 30.000 euro (oltre a un impegno economico nostro di 1500 euro).
I risultati parlano da soli: oltre 60 tra bimbi e ragazzi coinvolti da ben 35 volontari.

E’ questo che ci ha dato lo stimolo a proseguire nel nuovo progetto che, grazie all’accordo con l’associazione Vedo Voci a�� genitori di bambini Sordi a�� e degli amici del comitato a�?Il Troncoa�? di Ronco di Cossato, vedrA� infatti attivitA� di doposcuola anche nel nuovo Istituto Comprensivo cossatese.

A proposito di storia, nel 2014 si avvicina un importante traguardo: il prossimo 10 aprile ricorre il trentennale della costituzione ufficiale dell’A.S.A. e i quaranta della sua nascita di fatto. Vorrei che festeggiassimo l’avvenimento con un impegno straordinario di tutti per sostenere, sia economicamente ma ancor piA? fattivamente, le attivitA� dell’associazione: sarebbe bellissimo a�� e molto incoraggiante per chi da anni tiene duro a�� che aumentasse il numero di iscritti ma soprattutto quello dei soci attivi, disposti anche ad entrare nel direttivo, che sarA� anch’esso da rinnovare.

Al fine di comprendere in quale direzione muoverci, come essere maggiormente rappresentativi e piA? vicini ai vostri bisogni, stiamo lavorando a un questionario da far avere a soci, amici e simpatizzanti.
Siamo certi che ci darete le indicazioni necessarie per aiutarci a rendere l’associazione sempre piA? rispondente alle necessitA� del difficile momento che la nostra realtA�, come il nostro paese, sta attraversando.

Un caloroso saluto e a risentirci presto.

Gianmaria, a nome del direttivo

Non siamo i soli a voler una mensa a km 0

lunedì, Ottobre 21st, 2013

di Serena Clemente

VenerdA� 4 ottobre presso la sede della Provincia di Torino, si A? tenuto un convegno sul tema: “nuovi modelli alimentari e stili di vita“.

Sono stati presentati i risultati di un progetto europeo che si chiama ACTT – Alimentazione Consumatori Territori Transfrontalieri che ha coinvolto la Provincia di Torino e il Dipartimento della Savoia. Secondo questi risultati i consumatori cominciano a sviluppare una consapevolezza e un desiderio di ricercare una qualitA� del prodotto che deriva dalla sua vicinanza e dalla tracciabilitA�. Da questa ricerca si puA? ricavare che il campione A? interessato ai prodotti locali, addirittura vorrebbe che venissero contraddistinti da un logo. In Savoia viene considerato a�?prodotto localea�?quello della stessa Provincia, che proviene da massimo 50 km.

In Provincia di Torino le maglie per definirlo sono piA? larghe, si arriva a ritenere a�?prodotto localea�? quello che proviene dai confini regionali. La Dott.ssa Elena Di Bella, dirigente servizio rurale e montano della Provincia di Torino, ha chiarito quali sono gli obiettivi realizzati del progetto ACTT:

  • definizione di prodotto locale
  • valorizzazione dei circuiti distributivi del prodotto locale, che vengono individuati nelle mense scolastiche ed ospedaliere, nei mercati e nei Gruppi d’aquisto solidale (GAS)
  • visibilitA� ai prodotti locali, come A? stato fatto durante il Salone del Gusto di Torino

Questi obiettivi sono perseguiti in primo luogo per lo sviluppo economico e sociale del territorio, poi per la sostenibilitA� ambientale degli approvigionamenti alimentari e, infine, per il diritto d’accesso a cibo di alto valore nutrizionale a prezzi equi.

Un altro risultato raggiunto A? la definizione di un Manuale delle buone pratiche nella ristorazione scolastica. E’ stata fatta un’indagine sulla situazione dei capitolati di appalto in 6 comuni della Provincia di Torino (Collegno, Grugliasco, Rivoli, Pianezza, Pinerolo e Torino stessa). Da questa indagine A? emerso che il problema maggiore per convertire le forniture attuali in km 0 A? il sovradismensionamento degli appalti. Esso infatti richiede: concentrazione dell’offerta, logistica complessa, uniformitA� di prodotto, disponibilitA�. Tutti ostacoli alla realizzazione di mense a km 0, che, invece, vogliono dire rapportarsi alla piccola produzione.

Questa A? un problema rilevante per convertire le mense scolastiche di una cittA� della grandezza di Torino, ma puA? essere una buona opportunitA� per noi abitanti di Roppolo e Viverone. Non solo abbiamo numeri di pasti decisamente piA? gestibili, un contesto di produzione agricola prossima ancora su piccola scala, ma addirittura le cucine interne!

Il manuale delle buone pratiche di ristorazione prevede anche che ci sia una maggiore flessibilitA� del menA? in funzione della stagionalitA� dei prodotti ortofrutticoli piemontesi e della loro reperibilitA� sul territorio e quindi un aggiornamento delle tabelle merceologiche.

Mauro D’Aveni della Coldiretti di Torino ha suggerito delle proposte per rivedere i menA? che non possono prescindere dall’educazione al gusto degli alunni che usufruiscono della mensa. Inoltre ritiene che andrebbe fatta una revisione delle grammature e della porzionature, in modo da servire un pasto su misura e limitare gli sprechi. In tutto questo A? centrale mantenere un giusto prezzo dell’acquisto della merce, in modo da uscire dalla logica del massimo ribasso.

Ovviamente questo cambiamento va realizzato senza costi aggiuntivi per le famiglie. CiA? si puA? realizzare sia limitando gli sprechi e quindi razionalizzando gli acquisti, ma anche saltando i passaggi della distribuzione e acquistando direttamente dal produttore.

 

Ignoranza stracciona

giovedì, Ottobre 17th, 2013

di Varieventuali

Addolorarsi e puntare la��indice sulla (im)preparazione degli insegnanti A? perlomeno ipocrita, in un Paese che, come un gambero, senza sosta indietreggia

PIAAC (Programme for the International Assessment of Adult Competencies) A? un Programma ideato dalla��OCSE, la��Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, a cui partecipano 26 paesi nel mondo. In Italia PIAAC A? promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che ha incaricato la��ISFOL, Istituto per lo Sviluppo della Formazione professionale dei Lavoratori, di realizzare la��indagine e gli studi a esso collegati.

PIAAC mira a ottenere informazioni sulle competenze degli adulti – definite dalla��OCSE foundations skills – e in particolare sulla lettura (Literacy), sul calcolo (Numeracy) e sulle competenze collegate alle tecnologie della��informazione e comunicazione (ICT).

La��indagine principale, che si A? svolta tra settembre 2011 e marzo 2012, ha coinvolto circa 12.000 persone, individuate alla��interno dei membri di famiglie estratte dalle liste anagrafiche dei Comuni italiani. Per la��estrazione dei nominativi la��ISFOL si A? avvalso del supporto della��ISTAT.

Lo scopo era quello di conoscere, attraverso un questionario e dei test cognitivi specifici, le abilitA� fondamentali della popolazione adulta compresa tra i 16 e i 65 anni, ovvero quelle competenze che risultano indispensabili per partecipare attivamente alla vita sociale ed economica.

Gli adulti italiani dimostrano un limitato possesso di competenze: raggiungono punteggi inferiori alla media Ocse, che li collocano alla��ultimo posto della graduatoria relativa alle competenze alfabetiche funzionali (literacy) e al penultimo (prima della Spagna) per le competenze matematiche funzionali (numeracy). Giappone, Finlandia e in genere i Paesi del Nord Europa occupano i primi posti delle due graduatorie.

 

PuA? essere utile ricordare che:

– In Europa la��Italia A? al penultimo posto (ultima la Grecia) per la spesa destinata alla��istruzione

– La��Italia ha una dispersione scolastica altissima: la percentuale dei 15-19enni non presenti a scuola arriva al 18%

Due milioni di ragazzi italiani tra 18 e 25 anni non studiano e non lavorano

– Gli Italiani tra 25 e 64 anni che non hanno un diploma di secondaria superiore sono circa il 45%, contro un dato europeo del 25% (in Europa la Germania A? riuscita a contenere sotto il 15% la popolazione priva di diploma)

– In Italia il 15% circa di popolazione raggiunge un titolo post diploma, mentre la media europea supera il 27%

– In Italia il 24% degli adulti partecipa alle attivitA� di studio o formazione, contro la media Ocse del 52%

– Tutti i dati (inclusi i PIAAC) sulle competenze degli studenti italiani danno risultati differenti tra nord e sud

– In Italia, esclusi gli studenti, raggiungono risultati migliori i lavoratori occupati, e in particolare quelli che si impegnano in attivitA� di formazione; tuttavia anche per gli occupati si evidenziano differenze significative nei livelli di competenza tra i residenti nel nord e nel sud del paese

– Il punteggio medio dei Neet italiani a�� 16-29enni che non hanno concluso percorsi di studio, non lavorano e non cercano lavoro a�� si colloca sotto la media nazionale e le loro competenze sono molto limitate rispetto a quelle dei coetanei che studiano e lavorano.

 

Dati cosA� i numeri, fingere costernazione e puntare la��indice sulla (im)preparazione degli insegnanti A? perlomeno ipocrita.

In un Paese gambero, dove in un passato rimosso tanti sognavano una scuola che promuovesse mobilitA� sociale e scavalcasse barriere di classe, oggi si scopre con piccato disappunto che A? quasi sempre la provenienza familiare, sociale e di classe a condizionare le prestazioni degli studenti.

Trenta-quaranta��anni dopo la nascita del tempo pieno nella media e della sperimentazione al liceo, di quel movimento caotico e spumeggiante rimane il deserto del sistema a�?lezione-ascolto-verificaa�?, dove chi ca��A? ca��A? e gli altri amen.

In classe a�� nella solitudine del rapporto 1 a 20-25 a�� la sperimentazione cooperativa A? lasciata a qualche temerario armato di volontA� caparbia, che misura i risultati al massimo coi colleghi-amici-affini.

E come si fa a crescere e cambiare, quando in nome di una politica contabile che da decenni non guarda piA? in lA� della settimana successiva, alla��istruzione pubblica A? stato tolto proprio tutto: tempo pieno, compresenze, personale ATA (bidelli e segretari), sostegno alla��handicap e agli stranieri, aiuti economici per i piA? poveri, mense, aggiornamento.

Quando si pretende di lenire il disagio economico dei docenti con striminziti compensi per mansioni straordinarie che talvolta costano piA? di quanto rendano.

Quando la povertA� strutturale fa il paio con stipendi bloccati da e per anni e trattamenti umilianti (trovate uno studente che sogni di diventare un professore!).

Quando la mirabolante a�?autonomiaa�? che aveva fatto sperare i piA? creduloni sa��A? trasformata nella��abbandono dello Stato in una autogestione stracciona e derelitta, e dove tuttavia ogni istituto si ostina a competere versus gli istituti vicini per una primazia senza scopi visibili.

Quando proprio ogni ministro della��Istruzione, come primo gesto del Suo mandato, manda a tutti i docenti una mail zeppa di luoghi comuni ed elogi deamicisiani, una lagna pazzesca, spesso perfino mal scritta.

Quando ogni volta nulla si muove, mentre gli insegnanti stanno dentro aule sempre piA? precarie, sempre piA? affollate di studenti sempre piA? figli della crisi infinita.

Poi ca��A? chi osa stupirsi se la��Italia A? ignorante.

Sbalordiamo, invece, che qualcuno si incaponisca ad avanzare, e sempre con il vento contrario.

<firma>is

Il Referendum di Bologna sul finanziamento alle scuole paritarie

sabato, Giugno 1st, 2013

di Ettore Macchieraldo

A Bologna si A? svolto un referendum consultivo sul finanziamento alle scuole paritarie (privato sociale).

E’ stata un’iniziativa importante, spontaneamente lanciata da un comitato di cittadini, per garantire pariitA� di servizi e costi alle famiglie, in linea con i principi costituzionali. Qui potete trovare il quesito referendario.
Ha portato il 28% dei bolognesi a esprimersi – per un referendum consultivo non A? poco – e a dire che non vogliono che il finanziamento alle scuole paritarie private porti via risorse alla scuola pubblica e statale.
Specie per i nidi di infanzia questa A? un’indicazione a livello nazionale piuttosto precisa. Sappiamo che il servizio pubblico A? carente e che per questo A? stato integrato. In ogni caso non sono stati risolti i problemi di un servizio che non copre le domande e, soprattutto, che ribalta i costi di nuovo e al solito sulle famiglie. Chi vuole promuovere il mercato nel welfare e nell’istruzione e sostiene che questo lo renderA� piA? efficiente mente, sapendo di mentire.

Grazie Bologna

La nostra esperienza perA? ci porta anche a riflettere sulla necessitA� di introdurre nella scuola pubblica e statale forme di autogestione, da non confondere con l’autonomia scolastica che in questi anni A? stata il veicolo della privatizzazione di fatto della scuola. Ovviamente il primo tema su cui discutere sarebbero proprio le risorse da destinare alla scuola, all’eliminazione della precarietA�, all’edilizia scolastica insomma all’uscita dall’attuale suo fallimento. Evidente nel fatto che se non ci fossero insegnati, studenti e genitori che restaurano aule, fanno ore di volontariato, comprano materiale questa sarebbe giA� implosa. Certo qui si apre il capitolo di come recuperare risorse all’interno della gabbia del contenimento del debito pubblico. Come ci dimostra il lavoro di Francuccio Gesualdi e del Centro Nuovo Modello di Sviluppo ‘se non capisco non pago‘, mica A? detto che di debito noi e i nostri figli si debba per forza morire!

E se la soluzione fosse proprio questa: avviare sperimentazione verso l’autogestione, salvaguardando la scuola della Costituzione, la sua indipendenza economica e culturale, ma introducendo elementi di partecipazione, avviando una de – istituzionalizzazione che fu giA� colta negli anni ’70, A? stata poi travolta dalla contro riforma dell’ultimo ventennio, ma ci pare ancora se non sempre piA? necessaria?
SarA� che il mio A? un punto di vista di un ex studente insofferente all’autoritarismo e, ora, di un genitore preoccupato del futuro dei propri figli, ma discutiamone.

ISCRIZIONI ALL’ASILO e al PRIMO ANNO DELLE ELEMENTARI E DELLE MEDIE

sabato, Gennaio 19th, 2013

I genitori dei bambini e dei ragazzi che si iscriveranno al primo anno della Scuola Primaria o Secondaria di primo grado sono invitati dal Dirigente
scolastico dell’Istituto Comprensivo di CavagliA� SABATO 26 GENNAIO alle ore 10.00, rispettivamente presso le Scuole Primarie di CavagliA�, Viverone, Salussola e Cerrione e
le Scuole Secondarie di CavagliA�, Salussola e Cerrione.
Durante gli incontri verranno illustrati orari e attivitA� delle due scuole.
Si ricorda che le iscrizioni alla Scuola Primaria per l’anno scolastico 2013/2014 si potranno effettuare solo on line; chi avesse difficoltA� a compilarle autonomamente potrA� farlo presso l’Ufficio Segreteria dell’Istituto Comprensivo di CavagliA�, sito in via Pella, dal 21 gennaio al 28 febbraio 2013, con il seguente orario:
dal lunedA� al venerdA� dalle 11.00 alle 15.30.
La Segreteria si rende disponibile a ricevere su appuntamento oltre tale fasce orarie per soddisfare altre esigenze dei genitori.
Le iscrizioni alla Scuola per l’Infanzia continuano a rimanere in formato cartaceo.