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Posts Tagged ‘Eleonora Rosso’

Contratto di lago

lunedì, Novembre 25th, 2013

http://www.vocationtraining.org/2018/02/12/cannabis-seeds-uk-seller/

di Eleonora Rosso

http://associazione-tp.it/how-much-lady-era/

Operatori turistici, amministratori locali, ai???addetti ai lavoriai??? o semplicemente cittadini curiosi di scoprire quali saranno le sorti del lago e del territorio che lo circonda. Era cosAi?? composta la platea che ieri ha assistito numerosa alla presentazione del ai???Contratto di lagoai??? che A? stato ultimato ed A? pronto a dare i suoi primi frutti a livello locale. Per capire meglio di cosa si tratta bisogna fare perA? un passo indietro. Le prime operazioni per dare vita allai??i??attuale documento risalgono infatti al 2000 quando si svolsero i primi incontri http://rrea.com/blog/email-spy-whatsapp-spy/ per dare vita ad un programma di pianificazione degli interventi necessari alla salvaguardia e alla tutela del bacino viveronese e dei territori a lui collegati. Nulla di fatto ai tempi ma i lavori sono ripresi proprio un anno fa quando sono partiti i primi incontri con gli enti e le amministrazioni locali. ai???Il contratto di lago mette insieme le proposte e le esigenze locali e prevede la partecipazione degli enti e delle comunitAi?? che si affacciano sul lagoai??? spiega Paolo Mancin della Regione Piemonte mediatore della conferenza. ai???Durante gli incontri partiti lo scorso anno, abbiamo cercato di coinvolgere le varie categorie che potevano essere interessate alla realizzazione del contratto: partendo dagli amministratori fino ad arrivare agli operatori turistici e agli agricoltori. Al momento, abbiamo un documento che rappresenta solo lai??i??inizio di un importante processo che ci porterAi?? al cambiamento dellai??i??ambiente e del territorio intorno al lago di Viveroneai???. Presente anche il primo cittadino di Viverone padrone di casa dellai??i??incontro ma anche maggior protagonista dal punto di vista territoriale. ai???Sono molto orgoglioso di poter ospitare qui a Viverone questo incontro che segna lai??i??inizio di un cambiamento per i nostri paesi e per le nostre comunitAi??. Il nostro Comune ha a che fare quotidianamente con problematiche legate al lago alla sua saluteai??? prosegue Rosa. ai???Penso allai??i??eutrofizzazione che A? senza dubbio uno dei maggiori problemi del nostro lago e con il quale abbiamo dovuto fare i conti in seguito ad un accurato piano di tutela e salvaguardia. Dallai??i??altra parte penso anche agli sport e al turismo che fanno parte dlla tradizione locale e che non vanno dimenticati ma aiutati a convivere in sintonia con la natura e lai??i??avifauna. Insommaai??? ha concluso il primo cittadino, ai??? quello del lago A? senza dubbio un argomento delicato che spero il contratto di lago possa aiutarci a gestire nel migliore dei modiai???. Ma quali sono i campi dai??i??azione che verranno coinvolti dal contratto di lago? A spiegarlo Anna Maria Baldassi del settore tutela valorizzazione dellai??i??ambiente della Provincia di Biella e Nuna Tognoni. ai???I settori in cui si andrAi?? ad operare grazie al contratto di lago sono fondamentalmente treai??? ha spiegato questai??i??ultima. ai???Tutela e recupero, sviluppo sostenibile e conoscenza ed informazioneai???. Per quanto riguarda la tutela e il recupero sono previsti interventi per il completamento e lai??i??ammodernamento delle reti fognarie e dei sistemi di depurazione, il coinvolgimento attivo nel settore agricolo con la realizzazione di un sistema di irrigazione e di concimazione sostenibile con la conseguente riconversione delle colture e la loro diversificazione. Dello stesso settore faranno parte attivitAi?? regolative come il controllo delle acque, dei prelievi idrici a scopo agricolo e il monitoraggio degli scarichi e dei rifiuti. Importante sarAi?? anche lai??i??aspetto turistico che dovrAi?? diventare piA? sostenibile e diversificato. ai???Eai??i?? importante che gli operatori facciano sinergia tra di loro e che si cerchi di puntare sulla valorizzazione delle strutture giAi?? esistenti e sulla conversione di quelle in costruzione o in ristrutturazioneai??? prosegue Tognoni. ai???Non solo, fondamentale sarAi?? una delocalizzazione del turismo nei periodi non prettamente estivi e una valorizzazione del comparto enogastronomicoai???. Non dovrAi?? mancare lai??i??aspetto della comunicazione che permetterAi?? di far conoscere le opportunitAi?? turistiche del bacino viveronese tramite la sensibilizzazione delle comunitAi?? e la realizzazione di un portale web che permetterAi?? di mettere in rete operatori e aziende del territorio. Un documento importante tramite il quale, le realtAi?? locali potranno avere pareri tecnici e ottenere finanziamenti europei e non solo. Un trampolino di lancio per una riqualificazione a 360 gradi che richiederAi?? molto tempo in cambio di maggior cura e tutela dellai??i??ambiente.

IL RISCATTO DELLA TERRA

mercoledì, Novembre 13th, 2013

Pubblichiamo di seguito l’articolo di Ettore Macchieraldo scritto per l’ultimo numero di “Varieventuali”, Quattordicinale di Informazione Sociale e Culturale di Ivrea. Ettore ha intervistato alcuni soci dei Semi di Serra che ci raccontano qualche dettaglio su quanto si A? svolto il 2 novembre nel comune di Roppolo e su quanto A? alla base della loro filosofia, in questa avventura del ritorno alla dimensione solidale e agricola.

di Ettore Macchieraldo

A Roppolo il Comune e i Semi di Serra hanno convocato sabato 2 novembre i cittadini per verificare l’interesse per il recupero dei terreni incolti tramite un’Associazione fondiaria, che sia il punto di partenza per offrire lavoro a giovani e meno giovani. Vi A? stata una buona risposta, in 25 hanno per ora aderito, ma l’attenzione A? alta e in molti si stanno interessando a questo progetto. I prossimi appuntamenti saranno il 16 novembre, alle ore 14 30 una passeggiata per Roppolo per vedere i terreni lasciati a disposizione dai proprietari; sempre entro novembre vi sarA� anche un incontro con il Gas di Ivrea Ecoredia, per capire cos’A? e come funziona un gruppo d’acquisto solidale.

Nelle zone collinari della Serra si vedono sempre piA? terreni incolti che vengono abbandonati. E’ un fenomeno che ha radici nei cambiamenti della struttura sociale del Canavese e del Biellese, ovvero nella trasformazione di queste aree in zone industriali nel corso del ‘900. In realtA� sia Olivetti per un verso, che tutto il tessile biellese per un altro avevano mantenuto un rapporto forte con il territorio, evitandone la devastazione e, anzi, salvaguardando anche la sua manutenzione. E’ stata meno saggia la de-industrializzazione che dopo i ’70 ha investito questa area, come le altre aree industrializzate del nord Italia.

A Roppolo (ma non solo) stiamo pensando di usare questo abbandono e trasformarlo in una risorsa. Ovvero tutte queste proprietA� frammentate, grazie all’interessamento dell’amministrazione comunale, verranno aggregate in una Associazione fondiaria e, successivamente, date in gestione a un gruppo di giovani e meno giovani intenzionati a coltivarli.
Sono uno dei promotori di questa iniziativa quindi, in pieno spirito di condivisione, ho chiesto ad alcuni miei sodali di spiegare perchA� ritengono questa iniziativa importante e che cosa li convince.
Iniziamo con Eleonora Rosso, giovane laureata in Scienze della Comunicazione, da sempre abitante a Roppolo, consigliere di minoranza in consiglio comunale sempre a Roppolo:
Il progetto Terre Incolte prevede il ripristino e la riqualificazione di terreni agricoli abbandonati. L’obiettivo dell’iniziativa A? quello di riportare in attivitA� terreni che nel passato venivano utilizzati in agricoltura e che ora, sono stati abbandonati dai loro proprietari o dai loro eredi e che, in molti casi, non risiedono nel territorio comunale. Il progetto prevede quindi l’individuazione di questi terreni e l’acquisizione di questi da parte di un gruppo di residenti e non, che si occuperanno di coltivarli prendendosi cura del territorio ma soprattutto dando possibilitA� di occupazione a giovani disoccupati o sottoccupati del paese.a�?

a�?Personalmente ritengo che l’iniziativa di recuperare le terre incolte sia molto interessante, utile e di successo.a�? Aggiunge Marcella Sarasino, responsabile del gruppo d’acquisto solidale che i Semi di Serra hanno iniziato a costituire a Roppolo. Marcella lavora come impiegata, A? mamma di due bambini e abita a Roppolo da circa 8 anni.
a�?Oltre a ridare “vita” a spazi finora inutilizzati puA? essere di grande aiuto per chi A? in cerca di lavoro e per chi vuole sostenere o iniziare a sostenere il consumo di prodotti locali e a km zero.a�?

Abbiamo poi chiesto a Pancrazio Bertaccini, ingegnere ambientale e vice presidente dei Semi di Serra dal 2012, trasferitosi a Roppolo da 3 anni, padre di 4 bambini, che cos’A? la ‘sicurezza alimentare’ e cosa ha a che fare con Roppolo.
a�?Quello della sicurezza alimentare A? un concetto che A? stato sviluppato in passato per le problematiche legate alla��alimentazione nelle popolazioni dei paesi in via di sviluppo. Un concetto che indica la possibilitA� di queste popolazioni ad avere un accesso adeguato al cibo sia in quantitA� che in qualitA�, senza che questo accesso sia ottenibile a scapito di altri aspetti quali l’educazione e la salute, e al tempo stesso garantendone la sua continuitA�.

Negli ultimi anni perA?, malgrado la nostra disponibilitA� di cibo ci sembri ancora illimitata, anche la nostra sicurezza alimentare comincia ad essere condizionata da fattori economici, legati soprattutto alla��energia e ai trasporti, ed A? la sovranitA� che abbiamo sul cibo stesso ad essere fortemente condizionata. Oggi l’antica relazione complessa che fondava su vincoli ecologici l’aspetto agricolo con quello alimentare A? stata alterata dallo sviluppo dei trasporti, dei mass-media e del flusso di informazioni che sono in mano a chi controlla sia le informazioni stesse, sia la produzione di beni. Questo ha portato a considerare gli alimenti soprattutto in base alla loro valenza merceologica, dove il cibo diventa a�?buono da venderea�? e il principio di fondo non A? piA? quello agro-ecologico, bensA� quello legato ad un modello omologato di consumo. La diversitA� di colture e di varietA� viene sacrificata per assecondare le esigenze dell’industria della trasformazione, e il patrimonio colturale viene ristretto sulla base dell’idea del a�?vantaggio comparatoa�? per il quale A? meglio produrre unicamente il bene che rende di piA?, e con ciA? che se ne ricava acquistare gli altri beni necessari. Ovviamente tutto ciA? A? a scapito di sovranitA� e sicurezza alimentare, infatti ne conseguono a ruota l’agricoltura mono-culturale intensiva, che favorisce la concentrazione di risorse in poche mani nonchA� un deterioramento ambientale del suolo e degli ecosistemi, e a�?l’integrazione di filieraa�? che riduce il ruolo sociale ed economico della produzione primaria (cioA? di chi lavora la terra) a vantaggio degli aspetti commerciali, del trasporto e della trasformazione. L’agricoltura perde cosA� ogni relazione con il territorio e diventa una semplice estrazione di materie prime da mettere a disposizione degli altri processi, a cui A? demandata la parte principale nella formazione del valore aggiunto.

Noi crediamo che il sistema contadino debba descrivere la��interazione tra le attivitA� domestiche, agricole e non, svolte alla��interno della comunitA�, nella cura del territorio, delle attrezzature, delle risorse e delle famiglie. In questo ambiente la massimizzazione del profitto non A? prioritaria ma lo A? la capacitA� di conservare nel tempo i propri strumenti di formazione del reddito e di sostentamento. In questo modo una comunitA� puA? percepire in modo integrale la��attivitA� produttiva, il reddito che ne deriva e la propria autosufficienza alimentare, che, variabilmente in base alle caratteristiche del territorio in cui si trova, definito dalle risorse disponibili e dal clima, pone le basi per la propria sicurezza alimentare.a�?

Certo sembra tutto molto bello ma, come dice Pancrazio, la nostra iniziativa non ha come scopo la creazione di profitto, bensA� il recupero del territorio e la creazione di reddito. Ci stiamo ponendo quindi il problema di come renderla economicamente sostenibile, anche al di fuori dei parametri -considerati imprescindibili- del mercato.
Come spiega Eleonora: a�?L’iniziativa di Terre Incolte prevede successivamente, la realizzazione di una rete commerciale che possa creare una sinergia tra gli impiegati nel progetto e i consumatori dei prodotti che verranno coltivati. I prodotti della terra, in particolare ortaggi e piccoli frutti, verranno immessi in una rete commerciale che coinvolgerA� il Gas locale (gruppo di acquisto solidale) che puA? contare sulla partecipazione di trenta famiglie. Non solo, il gruppo di lavoro gestirA� un piccolo spaccio in paese che potrA� essere un punto di riferimento per i consumatori che non fanno parte del gas e che potranno usufruire di altri servizi come le consegne a domicilio o il sistema di ordinazioni on-line. Fondamentale per la sostenibilitA� economica del progetto sarA� la collaborazione con i ristoratori locali. Sul territorio di Roppolo e Viverone sono infatti presenti numerosi ristoranti, alberghi e agriturismi con i quali sarA� importante intrattenere un rapporto di fornitura dei prodotti stagionali che comporterA� un beneficio per l’attivitA� di coltivazione ma anche un ritorno di immagine per i ristoratori che potranno proporre prodotti stagionali a km0.a�?

E Marcella aggiunge: a�?Essendo il supporto della comunitA� un punto di forza, il gruppo d’acquisto deve cercare di acquistare in maniera costante. Il gruppo che finora si A? creato tra di noi comincia ad essere rilevante e gli ordini sempre piA? consistenti, e la garanzia di un certo numero di persone che acquistano A? sinonimo di successo.
Certo, ora si comincia e tutto deve diventare concreto, il prossimo sabato (16 novembre) cominceremo a “conoscere” questi terreni e grazie agli esperti capiremo a cosa meglio si adattano, poi bisognerA� cercare di ampliare ancora di piA? il gruppo d’acquisto e farne una buona pubblicitA�.
a�?

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UNA COOPERATIVA CONTRO LA DISOCCUPAZIONE

venerdì, Ottobre 25th, 2013