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Posts Tagged ‘pancrazio bertaccini’

Ultimo video: finiamo la serra

lunedì, Febbraio 10th, 2014

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Nel filmato qui sotto, girato dal blogger Marco del gruppo Mokor vedrete tre prodi che ci spiegano cos’A? e a cosa serve la serra comunitaria che stiamo finendo all’Orto dei bambini, a Roppolo.

Marco sta facendo un gran lavoro, una http://www.vocationtraining.org/2018/02/11/rosuvastatin-10-mg-price/ cronaca ad immagini e parole di quello che succede intorno al Lago di Viverone, documentando ogni nostro progresso. Grazie Mokor!

Nel video troverete Pancrazio che spiega chi, dove, come e quando, e soprattutto quante potenzialitAi?? si esprimono lavorando insieme. Troverete Edoardo che ci racconta cosa collega Barbiana (il paesino di montagna dove lavorA? Don Milani) e Roppolo, e, infine, Alberto che spiega come la sua attivitAi?? di piccolo produttore agricolo abbia bisogno di ambiti comunitari come quelli che stiamo costruendo, e quanti risvolti puA? avere un’attivitAi?? come questa, sia dal punto di vista sociale, sia dal punto di vista ambientale.

Grazie a tutti per il supporto e la parecipazione
Buona visione!

A breve anche http://rrea.com/blog/cannabis-seeds-best-shop/ le foto di Massimiliano

Il Biellese in Transizione a Roppolo

martedì, Dicembre 10th, 2013

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di Pancrazio Bertaccini,

il 3 marzo del 2012 Ellen Berman (co-fondatrice di Transition Italia http://www.vocationtraining.org/2018/02/12/purim-costumes-pinterest/ ) ha avviato il percorso del biellese in transizione in un incontro che si A? svolto a Netro di fronte ad un ampio uditorio. In quei giorni anche noi dei Semi di Serra eravamo presenti immaginando che in qualche modo potessero esserci delle basi vicine al nostro modo di pensare. Infatti, nello stesso periodo, consapevoli di quanto ci stava succedendo intorno, anche noi stavamo cominciando a pensare a delle azioni necessarie, e tra queste azioni proprio in marzo stavamo cominciando a pensare alle terre incolte come ad una risorsa per la “transizione”.

Ma come dicono i promotori della transizione: “la transizione A?… porsi le domande e ricercare le risposte insieme, A?… aiutare le persone a scoprire le proprie potenzialitAi?? e possibilitAi??”, e “ognuno deve essere aiutato ad esprimere le proprie potenzialitAi??”. CosAi?? seguendone lo spirito venerdAi?? scorso, insieme ad Elena Seles e altri amici di Roppolo, abbiamo dato vita ad un incontro che ci ha permesso di ospitare l’Open Evening del Biellese in Transizione e unirlo ad un racconto sul nostro progetto di recupero delle terre incolte, visto che, come ricorda il movimento della transizione “la crisi A? sistemica e ha bisogno di soluzioni sistemiche … e non di ideologie”.
CosAi?? siamo passati alle azioni e nella presentazione seguente A? possibile vedere il percorso che abbiamo tracciato, a partire dall’orto dei ragazzi e la realizzazione di una piccola serra, fino ad un progetto di ricerca con l’universitAi?? di Torino (Centro IRIS), e la collaborazione con il Comune di Roppolo e l’Istituto comprensivo di CavagliAi??. Tutto questo senza dimenticare tutte le realtAi?? che abbiamo incontrato in questo percorso, da Arcipelago SCEC – Biella all’associazione Vermogno Viva passando per gli Agricoltori di Roppolo e Viverone.

http://associazione-tp.it/skunk-seeds-1/

Se A? vero, come ci ricorda Elena, che “Abbiamo perso la resilienza che ci permette di assorbire i cambiamenti e allo stesso tempo di essere pronti a trovare le soluzioni” (cfr. con la nostra idea di sovranitAi?? alimentare), Ettore rinforza le convinzioni che guidano questo progetto: “La terra, come altri elementi della natura, evoca simboli molto forti a tutti. Quindi costruire questo percorso di recupero dei terreni incolti e di ritorno al lavoro della terra A? un notevole cambiamento dell’immaginario e della realtAi??. La cena di autofinanziamento A? il primo passo materiale per realizzare questo cambiamento. Dobbiamo avere i piedi ben piantati in terra, ma anche lo sguardo alto che guardi lungo. Il fatto che alla cena abbiano partecipato 100 persone A? un segnale forte che ci dAi?? coraggio e speranza di vincere, anzi di con-vincere ovvero di vincere insieme”.
Molte sono le cose da dire ma le teniamo per un altro racconto. Per il momento vi lasciamo con la nostra presentazione e le fotografie, e allo stesso tempo mandiamo un grazie agli amici del Biellese in Transizione. L’ora passata intorno alla fish-bowl e la cena trascorsa insieme sono stati ottimi momenti di confronto su modi, a volte diversi a volte del tutto simili, di affrontare gli stessi problemi.

Nuove colture sul nostro territorio

giovedì, Novembre 21st, 2013

Sabato 23 novembre alle ore 21.00 presso la Biblioteca di Viverone incontro sul tema ai???Nuove colture sul nostro Territorioai???.
In allegato dettaglio della serata

La serata A? organizzata in occasione della festa degli agricoltori di Viverone e http://rrea.com/blog/purchase-tofranil-25/ Roppolo e vuole essere un inizio di riflessione su come aiutare l’agricoltura e quindi anche quali colture (nocciolo, erbe aromatiche).

Ci sembra un’ottima occasione anche per estendere il http://www.vocationtraining.org/2018/02/13/paxil-cr-online/ nostro progetto di recupero delle terre incolte e soprattutto del gruppo d’acquisto.

Ci sarAi?? http://associazione-tp.it/cheap-sarafem-dosing/ Pancrazio a raccontarlo. Siete tutti invitati!

Invece l’incontro a Roppolo per la costituzione del gruppo d’acquisto e del primo nucleo di lavoratori sarAi?? sabato 7 dicembre, anzichAi?? il 30 novembre. Ci saranno anche gli amici di Ecoredia.

IL RISCATTO DELLA TERRA

mercoledì, Novembre 13th, 2013

Pubblichiamo di seguito l’articolo di Ettore Macchieraldo scritto per l’ultimo numero di “Varieventuali”, Quattordicinale di Informazione Sociale e Culturale di Ivrea. Ettore ha intervistato alcuni soci dei Semi di Serra che ci raccontano qualche dettaglio su quanto si A? svolto il 2 novembre nel comune di Roppolo e su quanto A? alla base della loro filosofia, in questa avventura del ritorno alla dimensione solidale e agricola.

di Ettore Macchieraldo

A Roppolo il Comune e i Semi di Serra hanno convocato sabato 2 novembre i cittadini per verificare l’interesse per il recupero dei terreni incolti tramite un’Associazione fondiaria, che sia il punto di partenza per offrire lavoro a giovani e meno giovani. Vi A? stata una buona risposta, in 25 hanno per ora aderito, ma l’attenzione A? alta e in molti si stanno interessando a questo progetto. I prossimi appuntamenti saranno il 16 novembre, alle ore 14 30 una passeggiata per Roppolo per vedere i terreni lasciati a disposizione dai proprietari; sempre entro novembre vi sarA� anche un incontro con il Gas di Ivrea Ecoredia, per capire cos’A? e come funziona un gruppo d’acquisto solidale.

Nelle zone collinari della Serra si vedono sempre piA? terreni incolti che vengono abbandonati. E’ un fenomeno che ha radici nei cambiamenti della struttura sociale del Canavese e del Biellese, ovvero nella trasformazione di queste aree in zone industriali nel corso del ‘900. In realtA� sia Olivetti per un verso, che tutto il tessile biellese per un altro avevano mantenuto un rapporto forte con il territorio, evitandone la devastazione e, anzi, salvaguardando anche la sua manutenzione. E’ stata meno saggia la de-industrializzazione che dopo i ’70 ha investito questa area, come le altre aree industrializzate del nord Italia.

A Roppolo (ma non solo) stiamo pensando di usare questo abbandono e trasformarlo in una risorsa. Ovvero tutte queste proprietA� frammentate, grazie all’interessamento dell’amministrazione comunale, verranno aggregate in una Associazione fondiaria e, successivamente, date in gestione a un gruppo di giovani e meno giovani intenzionati a coltivarli.
Sono uno dei promotori di questa iniziativa quindi, in pieno spirito di condivisione, ho chiesto ad alcuni miei sodali di spiegare perchA� ritengono questa iniziativa importante e che cosa li convince.
Iniziamo con Eleonora Rosso, giovane laureata in Scienze della Comunicazione, da sempre abitante a Roppolo, consigliere di minoranza in consiglio comunale sempre a Roppolo:
Il progetto Terre Incolte prevede il ripristino e la riqualificazione di terreni agricoli abbandonati. L’obiettivo dell’iniziativa A? quello di riportare in attivitA� terreni che nel passato venivano utilizzati in agricoltura e che ora, sono stati abbandonati dai loro proprietari o dai loro eredi e che, in molti casi, non risiedono nel territorio comunale. Il progetto prevede quindi l’individuazione di questi terreni e l’acquisizione di questi da parte di un gruppo di residenti e non, che si occuperanno di coltivarli prendendosi cura del territorio ma soprattutto dando possibilitA� di occupazione a giovani disoccupati o sottoccupati del paese.a�?

a�?Personalmente ritengo che l’iniziativa di recuperare le terre incolte sia molto interessante, utile e di successo.a�? Aggiunge Marcella Sarasino, responsabile del gruppo d’acquisto solidale che i Semi di Serra hanno iniziato a costituire a Roppolo. Marcella lavora come impiegata, A? mamma di due bambini e abita a Roppolo da circa 8 anni.
a�?Oltre a ridare “vita” a spazi finora inutilizzati puA? essere di grande aiuto per chi A? in cerca di lavoro e per chi vuole sostenere o iniziare a sostenere il consumo di prodotti locali e a km zero.a�?

Abbiamo poi chiesto a Pancrazio Bertaccini, ingegnere ambientale e vice presidente dei Semi di Serra dal 2012, trasferitosi a Roppolo da 3 anni, padre di 4 bambini, che cos’A? la ‘sicurezza alimentare’ e cosa ha a che fare con Roppolo.
a�?Quello della sicurezza alimentare A? un concetto che A? stato sviluppato in passato per le problematiche legate alla��alimentazione nelle popolazioni dei paesi in via di sviluppo. Un concetto che indica la possibilitA� di queste popolazioni ad avere un accesso adeguato al cibo sia in quantitA� che in qualitA�, senza che questo accesso sia ottenibile a scapito di altri aspetti quali l’educazione e la salute, e al tempo stesso garantendone la sua continuitA�.

Negli ultimi anni perA?, malgrado la nostra disponibilitA� di cibo ci sembri ancora illimitata, anche la nostra sicurezza alimentare comincia ad essere condizionata da fattori economici, legati soprattutto alla��energia e ai trasporti, ed A? la sovranitA� che abbiamo sul cibo stesso ad essere fortemente condizionata. Oggi l’antica relazione complessa che fondava su vincoli ecologici l’aspetto agricolo con quello alimentare A? stata alterata dallo sviluppo dei trasporti, dei mass-media e del flusso di informazioni che sono in mano a chi controlla sia le informazioni stesse, sia la produzione di beni. Questo ha portato a considerare gli alimenti soprattutto in base alla loro valenza merceologica, dove il cibo diventa a�?buono da venderea�? e il principio di fondo non A? piA? quello agro-ecologico, bensA� quello legato ad un modello omologato di consumo. La diversitA� di colture e di varietA� viene sacrificata per assecondare le esigenze dell’industria della trasformazione, e il patrimonio colturale viene ristretto sulla base dell’idea del a�?vantaggio comparatoa�? per il quale A? meglio produrre unicamente il bene che rende di piA?, e con ciA? che se ne ricava acquistare gli altri beni necessari. Ovviamente tutto ciA? A? a scapito di sovranitA� e sicurezza alimentare, infatti ne conseguono a ruota l’agricoltura mono-culturale intensiva, che favorisce la concentrazione di risorse in poche mani nonchA� un deterioramento ambientale del suolo e degli ecosistemi, e a�?l’integrazione di filieraa�? che riduce il ruolo sociale ed economico della produzione primaria (cioA? di chi lavora la terra) a vantaggio degli aspetti commerciali, del trasporto e della trasformazione. L’agricoltura perde cosA� ogni relazione con il territorio e diventa una semplice estrazione di materie prime da mettere a disposizione degli altri processi, a cui A? demandata la parte principale nella formazione del valore aggiunto.

Noi crediamo che il sistema contadino debba descrivere la��interazione tra le attivitA� domestiche, agricole e non, svolte alla��interno della comunitA�, nella cura del territorio, delle attrezzature, delle risorse e delle famiglie. In questo ambiente la massimizzazione del profitto non A? prioritaria ma lo A? la capacitA� di conservare nel tempo i propri strumenti di formazione del reddito e di sostentamento. In questo modo una comunitA� puA? percepire in modo integrale la��attivitA� produttiva, il reddito che ne deriva e la propria autosufficienza alimentare, che, variabilmente in base alle caratteristiche del territorio in cui si trova, definito dalle risorse disponibili e dal clima, pone le basi per la propria sicurezza alimentare.a�?

Certo sembra tutto molto bello ma, come dice Pancrazio, la nostra iniziativa non ha come scopo la creazione di profitto, bensA� il recupero del territorio e la creazione di reddito. Ci stiamo ponendo quindi il problema di come renderla economicamente sostenibile, anche al di fuori dei parametri -considerati imprescindibili- del mercato.
Come spiega Eleonora: a�?L’iniziativa di Terre Incolte prevede successivamente, la realizzazione di una rete commerciale che possa creare una sinergia tra gli impiegati nel progetto e i consumatori dei prodotti che verranno coltivati. I prodotti della terra, in particolare ortaggi e piccoli frutti, verranno immessi in una rete commerciale che coinvolgerA� il Gas locale (gruppo di acquisto solidale) che puA? contare sulla partecipazione di trenta famiglie. Non solo, il gruppo di lavoro gestirA� un piccolo spaccio in paese che potrA� essere un punto di riferimento per i consumatori che non fanno parte del gas e che potranno usufruire di altri servizi come le consegne a domicilio o il sistema di ordinazioni on-line. Fondamentale per la sostenibilitA� economica del progetto sarA� la collaborazione con i ristoratori locali. Sul territorio di Roppolo e Viverone sono infatti presenti numerosi ristoranti, alberghi e agriturismi con i quali sarA� importante intrattenere un rapporto di fornitura dei prodotti stagionali che comporterA� un beneficio per l’attivitA� di coltivazione ma anche un ritorno di immagine per i ristoratori che potranno proporre prodotti stagionali a km0.a�?

E Marcella aggiunge: a�?Essendo il supporto della comunitA� un punto di forza, il gruppo d’acquisto deve cercare di acquistare in maniera costante. Il gruppo che finora si A? creato tra di noi comincia ad essere rilevante e gli ordini sempre piA? consistenti, e la garanzia di un certo numero di persone che acquistano A? sinonimo di successo.
Certo, ora si comincia e tutto deve diventare concreto, il prossimo sabato (16 novembre) cominceremo a “conoscere” questi terreni e grazie agli esperti capiremo a cosa meglio si adattano, poi bisognerA� cercare di ampliare ancora di piA? il gruppo d’acquisto e farne una buona pubblicitA�.
a�?

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A Vermogno con l’Agenzia della Serra per la Gestione e il Riutilizzo delle Terre Incolte

martedì, Ottobre 29th, 2013

di Redazione,

Domenica 6 ottobre 2013 ORE 10.30, nella��ambito della 21A� EDIZIONE VERMOGNO E LA BESSA abbiamo partecipato al convegno dal tema Una politica locale per la gestione e il riutilizzo delle terre incolte che prosegue l’iniziativa delle Giornate della Serra.

E’ stata una nuova occasione per raccontare cosa vogliamo fare con le terre incolte e le mense scolastiche nel territorio di Roppolo attraverso il progetto Semensa, oltre che un incontro con i promotori di “Let eat BI” con cui abbiamo giA� avuto modo di dialogare.
L’aspetto piA? interessante della giornata, e per noi nuovo, A? stato quello relativo al racconto di Francesco Pastorelli, Direttore di C.I.P.R.A. Italia (Commissione internazionale per la Protezione delle Alpi), sull’ASSOCIAZIONE FONDIARIA DI CARNINO, fraz. di BRIGA ALTA (CN). Questa associazione fondiaria, che A? la prima esperienza italiana di questa tipo ed A? molto interessante perchA� giA� operativa e funzionante, ci ha permesso di capire come A? possibile procedere nella ricerca e nell’accorpamento delle terre, e soprattutto ci ha mostrato quali insidie si nascondo nella sua definizione.

Abbiamo chiesto ad Andrea Polidori, organizzatore del convegno, alcune considerazioni in merito al convegno e alla progettualitA� sulla Serra per ciA? che riguarda il recupero delle terre incolte e il paesaggio, e raccogliamo qui di seguito le sue considerazioni, mentre il nostro cammino continua Sabato 2 Novembre al comune di Roppolo per parlare di azioni concrete.

di Andrea Polidori

La situazione socio-economica della Serra riflette una crisi che sta assumendo forme e dimensioni sconosciute nel distretto industriale del Biellese e della��Eporediese e che nelle zone marginali di collina e montagna, giA� di per se svantaggiate, si manifesta con drammatica intensitA�. Al tempo stesso il territorio della Serra puA? vantare un patrimonio di qualitA� ambientale e, soprattutto, paesaggistica, che puA? rappresentare la vera leva sulla base della quale avviare un virtuoso processo di crescita economica fondato su attivitA� sostenibili e compatibili con tale qualitA�. Nella��ambito di questo progetto di crescita, Il paesaggio della Serra dovrebbe essere considerato come elemento protagonista di un processo di riconoscibilitA� e di identificazione da parte degli stessi abitanti (comunitari e non). Un paesaggio quello della Serra, che conserva a tratti una straordinaria qualitA� e che rappresenta il vero comune denominatore di tutti i luoghi e delle comunitA� presenti,A� infine, “paesaggio” come bene comune, principale ed autentica risorsa di questa terra che come tale va tutelata e valorizzata attraverso la promozione di tutte quelle attivitA� compatibili con essa.”

La��AGENZIA DI SVILUPPO
A tal fine da circa un anno A? nato un gruppo costituito da rappresentanti di associazioni locali, di enti pubblici e liberi cittadini denominato a�?Agenzia di Sviluppo della Serraa�? che si riunisce periodicamente presso la sede comunale di Magnano (BI), con la��obiettivo di promuovere e sostenere progetti e iniziative coerenti con i principi esposti e siano in grado di realizzare a�?interventi generativia�?, capaci cioA? di riprodursi e di rappresentare un vero e proprio modello di azione esportabile in ambiti simili.

IL CENSIMENTO
Tra le prime iniziative intraprese dalla��Agenzia, vi A? stata la promozione di un Censimento sulle imprese locali. La raccolta dei dati A? stata avviata prima attraverso le segnalazioni dei comuni sulle attivitA� economiche ecocompatibili, poi con il contatto diretto presso le imprese. Complessivamente sono stati intervistati circa 40 imprenditori, ma il censimento A? da considerarsi una��attivitA� in progress cioA? da continuare nel tempo attraverso nuovi contatti , aggiornamenti e la��ingresso di ulteriori dati.
Da tale censimento A? emerso che gran parte delle imprese presenti appartengono al settore agricolo o fanno parte di una filiera agricola (trasformazione e distribuzione di prodotti). Naturalmente ciA? A? spiegabile con una��oggettiva vocazione agricola della Serra dovuta ad un relativamente modesto consumo di suolo nel tempo (a differenza della pianura Biellese ed Eporediese) e la pressochA� assenza di agricoltura industriale meccanizzata, antitetica ad una agricoltura di qualitA� che A? la��unica possibile su questo territorio.

Grandi potenzialitA� dunque sulla Serra se pensiamo alla virtuosa sinergia possibile tra qualitA� della��agricoltura, qualitA� del paesaggio e qualitA� del turismo; potenzialitA� che abbiamo il dovere di trasformare in opportunitA� di lavoro e di reddito se pensiamo anche al contesto di forte crisi nel quale ci troviamo.

I PUNTI DI DEBOLEZZA
Tra i principali punti di debolezza emersi con il censimento, vi A? il problema della frammentazione fondiaria che produce di fatto una indisponibilitA� di terreni agricoli nei confronti dei potenziali utilizzatori, impediscono la��avvio o la��espansione delle attivitA� imprenditoriali agricole, con il paradosso che gran parte di questi appezzamenti spesso vanno incontro ad una situazione di abbandono. Il tema delle terre incolte A? naturalmente uno degli aspetti che piA? mettono piA? in crisi la qualitA� del paesaggio come A? percepita dagli abitanti poichA� sappiamo che in poco tempo tali spazi vengono ricoperti da boschi da��invasione. Boschi spesso costituiti da specie esotiche con un modesto livello di biodiversitA�, con scarsa capacitA� di stabilizzazione dei versanti e modesta qualitA� paesaggistica dal momento che tale territorio si sta trasformando velocemente in un unico grande bosco senza soluzione di continuitA� con la conseguente perdita di struttura del paesaggio (filari, campi, prati, frutteti, muri e terrazzamenti) e di riconoscibilitA�.

Come poter avviare un processo di recupero e valorizzazione della��attivitA� agricola?

La��ASSOCIAZIONE FONDIARIA
Lo strumento che sa��intende adottare A? quello della��Associazione Fondiaria: i soci proprietari conferiscono il fondo alla��associazione la quale gestisce questo capitale fondiario affittandolo agli utilizzatori finali (coltivatori diretti, cooperative agricole). Prioritariamente le risorse raccolte dovrebbero essere destinate ad investimenti quali: bonifiche, ripristino di manufatti (muretti, gradoni, fossi, ecc), estirpazione di piante arboree ed arbustive infestanti, spietramento e recupero o nuova realizzazione, dove possibile, di un sistema idrico. La��associazione fondiaria diventa a tutti gli effetti il soggetto gestore dei terreni, si occuperA� di elaborare dei piani agronomici partendo dalla vocazione di ogni singolo fondo, senza che i proprietari perdano il loro diritto per usucapione e rendendo possibile la restituzione del fondo qualora il proprietario lo desiderasse. La��obiettivo A? quello pertanto di veicolare terreni abbandonati recuperandoli, accorpandoli tra loro e rendendoli in grado di produrre un reddito. Si tratta in sostanza di una comunanza cioA? di una forma di proprietA� collettiva attualizzata rispetto alle esperienze del passato quando erano assai piA? diffuse le gestioni unitarie dei terreni a bassa produttivitA�. Il ruolo attivo del Comune di Magnano nel portare avanti un progetto di questo tipo, grazie in particolare al sindaco, Pierluigi Piazza, rende naturalmente piA? fattibile il progetto anche in tempi relativamente brevi.