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Posts Tagged ‘Varieventuali’

A cena con i Coltiviventi

sabato, Marzo 8th, 2014

di Ettore Macchieraldo
scritto per Varievetuali

http://gora.saintpauljember.sch.id/?p=8809

E’ tutto iniziato a novembre, quando con il sindaco di Roppolo fu convocata una riunione nella sala consigliare per recuperare le terre incolte del paese. Subito fu chiaro l’interesse che la proposta suscitA?. E’ un modo concreto per risolvere piA? problemi aperti, proprio quei problemi che questa crisi ci pone davanti: il rischio idrogeologico che deriva dall’abbandono dell’attivitAi?? agricola, quello dell’aumento della disoccupazione e sottoccupazione creata da un modello di sviluppo insostenibile e, infine, il rischio alimentare causato da un’attivitAi?? agricola intensiva.
Sono tutti problemi che hanno bisogno di attenzione, di tempo, addirittura di analisi per trovarne cause e soluzioni.
A Roppolo ci stanno provando. Da quella riunione di novembre sono stati fatti diversi passi. Il primo A? quello di verificare la disponibilitAi?? dei proprietari di terreni incolti, disponibilitAi?? a darli in comodato gratuito a chi li vuole lavorare. La proprietAi?? della terra nella parte collinare della bassa Serra A? molto frazionata, spesso anche non A? facile capire di chi A? (le famiglie sono emigrate verso le grandi cittAi?? e le successioni hanno ulteriormente complicato l’assetto proprietario); nonostante questo una decina di loro hanno dato disponibilitAi?? all’uso dellla propria terra per coltivarla. E’ stato messo insieme tra Roppolo Piano e frazioni piA? di un ettaro di terreno. Il sindaco Boltri riunirAi?? questi proprietari in una associazione fondiaria che permetterAi?? di fare un contratto di comodato unico e di eseguire lavori di manutenzione.
Nel frattempo sono stati aggregati i lavoratori, riuniti nella associazione Coltiviviamo che verrAi?? presentata venerdAi?? 21 marzo, alle ore 20.00, presso il Polivalente di Roppolo in via Marconi.Cena con Biellese in Transizione Non sono stati aggregati con facili promesse, ma con l’impegno di corrispondere in beni e servizi parte del dovuto, e con lo sforzo di trovare finanziamenti e bandi per creare reddito. http://mindfulparenthood.org/how-much-carbozyne-2/ http://rrea.com/blog/business-plan/
All’inizio funzionerAi?? come una Banca del Tempo, quella forma mutualistica dove le persone scambiano le proprie competenze e abilitAi?? non con un corrispettivo in denaro, ma misurandolo in tempo impiegato. Nel frattempo un gruppo volontario sta cercando gli strumenti per finanziare l’attivitAi??.
Il vero sostegno, perA?, che sta cercando Coltiviviamo A? quello dei concittadini. Da ormai un anno A? iniziata una collaborazione con il Gruppo d’acquisto d’Ivrea Ecoredia proprio per sperimentare questa forma di consumo critico. Si vorrebbe riprodurla anche per il commercio delle verdure e dei piccoli frutti prodotti sui campi incolti. Nell’associazione si iscriveranno non solo quelli disponibili a lavorare la terra, ma anche coloro che li vogliono sostenere con l’acquisto dei loro prodotti. In questo modo, se Coltiviviamo riuscirAi?? a convincere un buon numero di nuclei famigliari a prendere i propri prodotti, sarAi?? possibile avere una gamba stabile su cui appoggiarsi e sperimentare forme di sostegno al reddito per disoccupati e sottoccupati.
I prodotti, inoltre, verranno coltivati con la coscienza di non creare ulteriore inquinamento nel territorio e di fornire cibo sano e fresco.
Per saperne di piA? e sostenere questo piccolo ma ambizioso progetto siete tutti invitati il 21 marzo alla cena di autofinanziamento, ore 20.00, a Roppolo. Dovreste prenotarvi o all’indirizzo mail [email protected], oppure chiamando Eleonora al 3486066853

Gita scolastica: ultimo baluardo

giovedì, Febbraio 27th, 2014

di Irene Serracchioli
dal numero in edicola di Varieventuali

Due giorni in montagna con http://www.vocationtraining.org/2018/02/11/cheap-colospasmyl/ gli studenti, dove la realtAi?? irrompe senza veli

Eai??i?? un attimo.
Un fotogramma, uno di quegli istanti nei quali ciascuno pensa quel che ciascun altro pensa e tutti sanno che gli altri sanno: siamo fregati.
SENZA FIATO
Quattro over cinquanta occhi sbarrati di fronte a una tavolata dodicenne: cinquanta ragazzini, cinquanta cellulari, cinquanta sguardi appiccicati a quei cinquanta cellulari, cinquanta dita a scivolare su monitorino con le foto del gatto o delle ultime smorfie. http://rrea.com/blog/price-for-naprosyn-500mg/
Basiti, i rottamandi adulti constatano un mondo che non conoscono piA? e che dAi?? presagi inquietanti.
Tre ragazze, tre, stanno fuori dal coro: parlano, ridono, fanno discorsi da dodicenni, si raccontano storielle familiari, si scambiano guanti, berretti e confidenze. Aliene.
Tutti gli altri, tutti, si riprendono il fiato che era stato loro tolto la notte, ammassato in quella busta dove i crudeli prof ritiravano telefonini lasciandoli boccheggianti (tanta elettronica sul comodino, poi, dava un poai??i?? di brividi, un ronzio alla nuca, la sensazione che mica A? salute, molto meglio sbolognarla al collega).
Ora, colazione consumata in fretta, riafferrano il maltolto per riprendere a messaggiare compulsivamente, ai???guardi prof cosa mi scrive Mircoai??? (ai???ciao come stai?ai???), ai???ma se A? di fronte a teai??i??ai???, ai???eh eh lo so, lui fa sempre cosAi??ai???.
A pranzo il vecchiume insegnante esce dai gangheri: ai???non voglio vedere cellulari sul tavoloai???, e deve urlare e pure minacciare ai???o il telefono o il piattoai???.
La sera prima, in albergo con le luci colorate e la musica e tutti saltellanti, ragazzini patetici ballavano esibendo e ondeggiando il loro totem illuminato. Un ultimo sguardo adorante prima della sottrazione notturna. http://mindfulparenthood.org/himalaya-diabecon-price-in-india/
Perfino sciare, a un certo punto, diventava brama di pausa e touchscreen.
Ritorno in pullman: venticinque coppie auricolate e concentrate, ciascuno sulla propria musica emessa dal proprio gingillo compulsato. Alla domanda ai???qualcuno ti verrAi?? a prendere allai??i??arrivo?ai??? la risposta arriva mugugnata, testa bassa dita chattanti e pessima educazione.
DENTRO/FUORI
Eppure questi adolescenti dentro la scuola sono diversi: carini, educati, dialoganti, spesso distratti ma talvolta riflessivi, intelligenti, perspicaci, capaci, simpatici. Lai??i??abitudine alla disattenzione multitasking A? la bestia in agguato, sAi??, ma sgominabile.
SarAi?? che quello A? pur sempre un luogo delle regole, dei si puA? e non si puA?, dei limiti e delle demarcazioni, dei confini, deliberati insieme ma concreti. Eai??i?? un tempo strutturato. Odiato, a volte, e perA? ultimo baluardo contro noncuranza, sciatteria, indifferenza.
Vederli fuori A? disincanto illuminante, realtAi?? senza veli, sofferenza e timori.
PuA? la scuola, ci si chiede allora, combattere ancora contro tutto il resto?

Cai??i??A? UN GENITORE?
ChissAi?? se A? rimasto piA? di qualche sparuto genitore, in questo Paese, che osi imporre regole, che dica cose antiche come questo sAi?? ma questo no, perchAi?? io ho un piano su di te e so parecchie cose piA? e meglio di te e tu stai alle regole anche se non ti va.
ChissAi?? se piA? di qualche madre e piA? di qualche padre sopportano un figlio immusonito che magari protesti perchAi?? ai???gli altri sAi?? e io noai???, che si ribelli e ai??i?? vivaddio ai??i?? consideri i genitori dei seccatori, che reclami e dissenta e recalcitri.
Se piA? di rare isolate famiglie decidono che a tavola si mangi e si chiacchieri e ci si racconti guardandosi perfino negli occhi; che il tablet a scuola no perchAi?? la versione di Latino non si copia dalla rete, che se non studi ti becchi 4 e pazienza, dovrai rimediare; che se vuoi fare il figo con lai??i??ultimo modello Apple vai a fare il cameriere e te lo compri; che puoi divertirti addirittura senza app; che primum vivere, deinde fotografare; che puoi sopravvivere allai??i??idea di essere un poco diverso dagli altri e scoprire che addirittura non A? male; che se prendi unai??i??insufficienza, o una nota, o una strigliata, non A? sempre perchAi?? i professori sono cerberi insensibili e pure scansafatiche.
Eai??i?? che magari, invece, spingono contro venti cattivi e fortissime maree.
is

Ignoranza stracciona

giovedì, Ottobre 17th, 2013

di Varieventuali

Addolorarsi e puntare la��indice sulla (im)preparazione degli insegnanti A? perlomeno ipocrita, in un Paese che, come un gambero, senza sosta indietreggia

PIAAC (Programme for the International Assessment of Adult Competencies) A? un Programma ideato dalla��OCSE, la��Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, a cui partecipano 26 paesi nel mondo. In Italia PIAAC A? promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che ha incaricato la��ISFOL, Istituto per lo Sviluppo della Formazione professionale dei Lavoratori, di realizzare la��indagine e gli studi a esso collegati.

PIAAC mira a ottenere informazioni sulle competenze degli adulti – definite dalla��OCSE foundations skills – e in particolare sulla lettura (Literacy), sul calcolo (Numeracy) e sulle competenze collegate alle tecnologie della��informazione e comunicazione (ICT).

La��indagine principale, che si A? svolta tra settembre 2011 e marzo 2012, ha coinvolto circa 12.000 persone, individuate alla��interno dei membri di famiglie estratte dalle liste anagrafiche dei Comuni italiani. Per la��estrazione dei nominativi la��ISFOL si A? avvalso del supporto della��ISTAT.

Lo scopo era quello di conoscere, attraverso un questionario e dei test cognitivi specifici, le abilitA� fondamentali della popolazione adulta compresa tra i 16 e i 65 anni, ovvero quelle competenze che risultano indispensabili per partecipare attivamente alla vita sociale ed economica.

Gli adulti italiani dimostrano un limitato possesso di competenze: raggiungono punteggi inferiori alla media Ocse, che li collocano alla��ultimo posto della graduatoria relativa alle competenze alfabetiche funzionali (literacy) e al penultimo (prima della Spagna) per le competenze matematiche funzionali (numeracy). Giappone, Finlandia e in genere i Paesi del Nord Europa occupano i primi posti delle due graduatorie.

 

PuA? essere utile ricordare che:

– In Europa la��Italia A? al penultimo posto (ultima la Grecia) per la spesa destinata alla��istruzione

– La��Italia ha una dispersione scolastica altissima: la percentuale dei 15-19enni non presenti a scuola arriva al 18%

Due milioni di ragazzi italiani tra 18 e 25 anni non studiano e non lavorano

– Gli Italiani tra 25 e 64 anni che non hanno un diploma di secondaria superiore sono circa il 45%, contro un dato europeo del 25% (in Europa la Germania A? riuscita a contenere sotto il 15% la popolazione priva di diploma)

– In Italia il 15% circa di popolazione raggiunge un titolo post diploma, mentre la media europea supera il 27%

– In Italia il 24% degli adulti partecipa alle attivitA� di studio o formazione, contro la media Ocse del 52%

– Tutti i dati (inclusi i PIAAC) sulle competenze degli studenti italiani danno risultati differenti tra nord e sud

– In Italia, esclusi gli studenti, raggiungono risultati migliori i lavoratori occupati, e in particolare quelli che si impegnano in attivitA� di formazione; tuttavia anche per gli occupati si evidenziano differenze significative nei livelli di competenza tra i residenti nel nord e nel sud del paese

– Il punteggio medio dei Neet italiani a�� 16-29enni che non hanno concluso percorsi di studio, non lavorano e non cercano lavoro a�� si colloca sotto la media nazionale e le loro competenze sono molto limitate rispetto a quelle dei coetanei che studiano e lavorano.

 

Dati cosA� i numeri, fingere costernazione e puntare la��indice sulla (im)preparazione degli insegnanti A? perlomeno ipocrita.

In un Paese gambero, dove in un passato rimosso tanti sognavano una scuola che promuovesse mobilitA� sociale e scavalcasse barriere di classe, oggi si scopre con piccato disappunto che A? quasi sempre la provenienza familiare, sociale e di classe a condizionare le prestazioni degli studenti.

Trenta-quaranta��anni dopo la nascita del tempo pieno nella media e della sperimentazione al liceo, di quel movimento caotico e spumeggiante rimane il deserto del sistema a�?lezione-ascolto-verificaa�?, dove chi ca��A? ca��A? e gli altri amen.

In classe a�� nella solitudine del rapporto 1 a 20-25 a�� la sperimentazione cooperativa A? lasciata a qualche temerario armato di volontA� caparbia, che misura i risultati al massimo coi colleghi-amici-affini.

E come si fa a crescere e cambiare, quando in nome di una politica contabile che da decenni non guarda piA? in lA� della settimana successiva, alla��istruzione pubblica A? stato tolto proprio tutto: tempo pieno, compresenze, personale ATA (bidelli e segretari), sostegno alla��handicap e agli stranieri, aiuti economici per i piA? poveri, mense, aggiornamento.

Quando si pretende di lenire il disagio economico dei docenti con striminziti compensi per mansioni straordinarie che talvolta costano piA? di quanto rendano.

Quando la povertA� strutturale fa il paio con stipendi bloccati da e per anni e trattamenti umilianti (trovate uno studente che sogni di diventare un professore!).

Quando la mirabolante a�?autonomiaa�? che aveva fatto sperare i piA? creduloni sa��A? trasformata nella��abbandono dello Stato in una autogestione stracciona e derelitta, e dove tuttavia ogni istituto si ostina a competere versus gli istituti vicini per una primazia senza scopi visibili.

Quando proprio ogni ministro della��Istruzione, come primo gesto del Suo mandato, manda a tutti i docenti una mail zeppa di luoghi comuni ed elogi deamicisiani, una lagna pazzesca, spesso perfino mal scritta.

Quando ogni volta nulla si muove, mentre gli insegnanti stanno dentro aule sempre piA? precarie, sempre piA? affollate di studenti sempre piA? figli della crisi infinita.

Poi ca��A? chi osa stupirsi se la��Italia A? ignorante.

Sbalordiamo, invece, che qualcuno si incaponisca ad avanzare, e sempre con il vento contrario.

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Il successo dello Slot Mob di Biella

venerdì, Ottobre 4th, 2013

intervista a Daniele Albanese di Valeria Breuker su Varieventuali nelle edicole a Ivrea o in abbonamento

Il dilagante e irrazionale affidarsi alla a�?dea fortunaa��, sta creando nuove vittime, povertA� e dipendenze. Si rovinano famiglie, si riempiono i centri di cura delle ASL, si arricchiscono le multinazionali del gioco da��azzardo e si crea un terreno fertile per la��azione della criminalitA� organizzata.
Queste sono le ragioni che hanno contribuito a far nascere lo a�?Slot Moba�?, un’iniziativa che ha preso il via al di lA� della Serra, a Biella venerdA� scorso [27 settembre] e conta di estendersi in altre cittA� italiane. Ne parliamo con Daniele Albanese, che ha contribuito al progetto a Biella.
Biella A? la prima cittA� italiana a ospitare un evento innovativo come lo a�?Slot Moba�?, puA? spiegarci in cosa consiste?
Lo a�?Slot Moba�? A? un movimento che nasce dal basso per rispondere e contenere la dipendenza dal gioco da��azzardo. La scelta di alcuni esercizi commerciali di rinunciare ad un guadagno sicuro, quello delle Slot machine, rappresenta una scelta di responsabilitA� sociale e civile. Il movimento A? partito da Biella il 27 settembre e il 28 settembre da Milano e poi seguiranno altre cittA� italiane. A Biella si A? scelto di premiare il BAR FREEDOM di Giuliana, in Via Macchieraldo 7, che ha scelto di eliminare le slot machine dal proprio bar per limitare il gioco da��azzardo. Alla��evento hanno partecipato i ragazzi del Liceo G. e Q. Sella e della��Istituto V. Rubens, data la loro posizione vicina al bar, .
La scelta di molti esercizi commerciali di rinunciare ad un guadagno economico assicurato, dalle macchinette da gioco A? dettata dalla necessitA� di sostenere, come cittadini, una scelta responsabile e cosciente anche per dare un segnale di senso civico.
La��iniziativa, organizzata da molte associazioni, tra cui la Caritas, aspira a condividere il progetto con il maggior numero di commercianti, per cercare di orientare il mercato in una direzione etica e sociale.
Come ha avuto origine e come si A? sviluppato il vostro progetto?
Il progetto A? iniziato nei mesi precedenti. La��evento di venerdA� 27 A? stato preceduto da sei incontri (3 a Biella e 3 a Cossato) ai quali hanno partecipato i servizi sociali, il personale sanitario della��Asl e psicologi, con la��obiettivo di formare dei volontari per istituire dei centri di ascolto per i familiari delle persone soggette a Gap (Gioco Azzardo Patologivo).
Uno dei problemi principali della dipendenza dal gioco da��azzardo A? che esiste un sommerso molto consistente. Sono un numero molto ridotto gli utenti del Sert, dunque, da qui nasce la��idea di creare dei centri di ascolto e di accoglienza anche per le famiglie, che hanno difficoltA� economiche e sociali. Abbiamo creato le condizioni adatte per formare i volontari, in modo tale che abbiano gli strumenti necessari per affrontare le diverse situazioni di disagio.
Inoltre, proseguiranno incontri formativi nelle scuole superiori per tutto la��anno scolastico, per istituire una coscienza collettiva anche nei ragazzi piA? giovani.
Come mai lo a�?Slot Moba�?a nasce a Biella per poi continuare il proprio percorso nelle altre cittA� italiane?
Lo a�?Slot Moba�? A? nato a Biella in seguito alla partecipazione a un bando. La Caritas in contatto con gli organizzatori del a�?Cash Moba�? (che si A? svolto a Roma la��anno scorso per dare spazio al commercio Eco solidale) ha ispirato lo sviluppo del progetto al quale ha contribuito una fitta rete di associazioni, sia a livello locale, sia a livello nazionale.
La��obiettivo A? di raggiungere 100 cittA� italiane, e di concludere la carovana a Roma, per portare una proposta di un disegno di legge in Parlamento, per limitare il gioco da��azzardo. Si A? giA� tenuto un incontro con un gruppo parlamentare, al fine di delineare il disegno di legge. Il problema A? che esistono molte proposte di legge a tale scopo, ma il guadagno dello Stato A? troppo elevato. Esistono troppe lobby che difendono la��azzardo. Noi crediamo che bisognerebbe cominciare eliminando la pubblicitA� che incita al gioco, mettendo dei limiti per proteggere i cittadini piA? a rischio. La��offerta del gioco da��azzardo A? in continua crescita, dunque, il rischio di incombere in situazioni di rischio aumenta. Uno dei rischi, come sappiamo, A? la��usura e la��avvicinamento della criminalitA� organizzata, anche per questo, abbiamo chiesto al Presidio di Libera di Biella di intervenire con la lettura di a�?Azzardopoli 2.0a�?, per ricordare che la precarietA� economica e sociale puA? attirare organizzazioni criminali, e far cadere il giocatore in un circolo vizioso composta da gioco, ricatti e criminalitA�.
Ea�� importante intervenire come cittadini, e dare spazio sui media a eventi nati dal basso per mettere in evidenza che una��inversione di rotta A? possibile. Emerge che i commercianti, nonostante la crisi economica sia profonda, hanno a cuore i problemi sociali. Lo a�?Slot Moba�? incentiva un senso di responsabilitA� collettivo ed etico, dando un segno fondamentale di carattere politico. Biella A? la prima cittA� a promuovere questa iniziativa, ma nei prossimi mesi ne seguiranno molte altre. CiA? significa che i cittadini avvertono la questione, e le istituzioni dovrebbero prenderne atto.

Per maggiori informazione www.nexteconomia.org/slotsmob
Valeria Breuker

Sotto il selciato c’A? la spiaggia

martedì, Agosto 6th, 2013

di Varieventuali bisettimanale di Ivrea

VARIEVENTUALI IN VACANZA

Tutti al mare?
Come ogni anno la redazione di Varieventuali auto proclama delle ferie. Questo A? la��ultimo numero, il prossimo sarA� nelle edicole e (si spera) nelle case degli abbonati il 4 settembre. Ea�� una pausa preoccupata. Troppo lungo il tempo di questa crisi per poterla considerare ciclica. Tutti hanno piA? o meno il desiderio latente che, cosA� come A? arrivata ormai 5 anni fa con il crollo della Lehman Brothers, cosA� se ne andrA�. Ea�� un atteggiamento coerente con la fede ormai egemone nella nuova religione: la��economia. Proprio cosA�: la��economia moderna ha tutta la��aria di essere una forma religiosa, e gli economisti sono i moderni sciamani. Qualunque atteggiamento razionale porterebbe a considerare che il meccanismo economico, cosA� come si perpetua, non porta alla soluzione di questa drammatica crisi.
E i dati sul turismo lo confermano: anche in quel settore assistiamo al modificarsi dei comportamenti e al contrarsi dei consumi: 4 milioni di italiani in meno del 2012 hanno programmato un periodo di vacanza questa estate. Secondo una��indagine di Unioncamere e Isnart, il 41% degli italiani che andrA� in vacanza nel 2013 ha ridotto il numero di viaggi; il 13%, invece, ha privilegiato destinazioni piA? convenienti; il 9% ha scelto di risiedere presso abitazioni private.
Forse dovremmo prendere atto che non siamo in un ciclo che, cosA� come misteriosamente si A? innescato, cosA� magicamente scomparirA�.
Forse dovremmo rimboccarci le maniche e costruire delle soluzioni perchA� questo sistema non si
accanisca nella��impoverimento dei cittadini, ma metta al centro la persona e i suoi bisogni.
a�?Sotto il selciato ca��A? la spiaggiaa�? recitava uno slogan francese.
Con queste parole si affermava il bisogno di un tempo del riposo, degli affetti.
Poi divenne un settore del consumo.
Che questa pausa ci porti consiglio

dal n. 14 di Varieventuali